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Si tratta di quei casi in cui la sostituzione di un dente singolo può rappresentare un obiettivo impegnativo da raggiungere per la difficoltà di mimetizzare la sua presenza tra gli altri denti.
A volte si perde un dente per motivi traumatici o per lesioni parodontali profonde che portano alla distruzione dei tessuti di sostegno del dente e quindi all’impossibilità di mantenere in bocca l’elemento interessato.
In questi casi ci si trova di fronte a due problemi: quello funzionale e quello estetico.
L’elemento di protesi che dovrà sostituire il dente perso non solo dovrà garantire una certa stabilità per un lungo periodo di tempo, ma dovrà anche restituire un aspetto estetico e naturale al sorriso.
Si tratta di un gioco di prestigio che solo con le più evolute tecniche chirurgiche e protesiche e con la necessaria attenzione per i dettagli potrà consentire di nascondere l’esistenza di un dente artificiale e la ricostruzione dei tessuti parodontali duri e molli.
La riuscita estetica di una riabilitazione implantare nasce dalla corretta gestione dei tessuti duri e molli già durante l’estrazione del dente; questa procedura non deve comportare la perdita della corticale ossea
né della gengiva aderente da questa sostenuta perché in questo caso si renderebbe evidente la testa della vite implantare a cui va collegata la protesi.
Durante l’intervento di inserimento dell’impianto bisogna tenere conto della posizione finale in cui andrà alloggiata la corona protesica e lasciarsi guidare da questa idea.
Una volta si metteva l’impianto dove c’era disponibilità di osso e si affrontavano i problemi estetici in fase di protesizzazione.
Oggi, con l’evoluzione del concetto stesso di implanto-protesi, si preferisce alloggiare la vite nella posizione più favorevole all’estetica della protesi, aumentando sicuramente il lavoro di rigenerazione e di gestione dei tessuti perimplantari in fase chirurgica ma assicurandosi un risultato finale migliore.
Per quanto riguarda il dente da collegare all’impianto, oggi esistono diverse soluzioni tutte estetiche ma con delle considerevoli differenze nella capacità di mimetizzazione.
Mentre una volta la struttura interna della protesi si preferiva metallica, oggi l’evoluzione della tecnologia permette la fabbricazione di manufatti completamente bianchi anche nella loro struttura interna.
Questo consente un migliore attraversamento della protesi da parte della luce e quindi alla fine un aspetto più naturale del dente senza trasparenze scure dovute alla presenza del metallo.
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