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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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UNA PAROLA DI ODONTOIATRIA |
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Caratteristiche fisiche e costruttive del bite.
Come abbiamo già detto il "bite" è costituito da una placca a forma d'arco che si
possa inserire su una delle due arcate dentarie. Applicato in modo rimovibile su
una di esse, modifica il rapporto spaziale tra le due arcate e tra le ossa
mascellari durante il combaciamento (il momento finale della chiusura della
bocca).
La sua dimensione spaziale è il connotato saliente della qualità diagnostica e
terapeutica (ne parleremo in altro paragrafo). Ma, a prescindere, occorre che
questa placca abbia dei requisiti costruttivi tali da garantirne la possibilità
d'uso. Li elenchiamo di seguito.
1) Economicità e duttibilità del materiale di impiego. Il materiale
elettivo per un bite rigido è la resina acrilica, di solito trasparente
e non colorata al fine di dargli una relativa invisibilità quando è indossato
dal paziente. Questa resina dev'essere formata in laboratorio con
polimerizzazione a caldo per una migliore qualità. La sua leggerezza e la
possibilità di essere manipolata in fasi successive di controllo e correzioni in
studio con piccole aggiunte a freddo e piccole sottrazioni per fresatura la
rendono davvero il materiale ideale. Inoltre, con una buona manutenzione
domiciliare, la sua durata nel tempo è notevole. In qualche caso il medico o
l'odontoiatra prescriverà un bite morbido, costruito cioè con resina
morbida per ottenere una resilienza al contatto coi denti
antagonisti.
2) Ingombro minimo possibile. Il bite è un'apparecchio funzionale in
quanto non "muove" i denti, ma semplicemente si sovrappone e interpone fra essi
per modificare positivamente il combaciamento naturale. Paradossalmente abbiamo
visitato più volte pazienti che si lamentavano per un bite eccessivamente
ingombrante, interferente con la lingua e con le labbra, che peggiorava
addirittura la funzione rendendo difficoltose la deglutizione e la fonazione.
Per assolvere il suo compito primario il bite dev'essere costruito con
raziocinio, conferendogli un ingombro minimo, cioè proprio l'indispensabile per
non intaccarne la robustezza.
3) Superfici levigate con bordi arrotondati. Per far avvertire
quanto meno possibile la sua presenza nel cavo orale il bite deve avere
superfici lisce in ogni sua parte e pareti prive di spigoli acuti per non
irritare le mucose.
4) Stabilità con completa assenza di bascullamento una volta inserito
sui denti. Un buon sistema di ritenzione aumenterà la stabilità d'uso
ulteriormente: può essere composto da ganci di varia foggia, in genere a palla o
lanceolati, o da uno strato interno più soffice ed elastico.
5) Facilità di inserzione e rimozione sull'arcata. Nel laboratorio
dovranno essere stati rimossi sul calco in gesso tutti i sottosquadri che ne
potrebbero rendere difficoltosa l'inserzione e il sistema di ritenzione
dev'essere ben regolato per permettere una facile rimozione del bite.

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