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DENTI che si muovono e GENGIVE che si ritirano

   

 
 
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Domanda Sono una donna di 45 anni e da tempo soffro di problemi alle gengive. Quando mi sono accorta che i miei denti cominciavano muoversi e le gengive a ritirarsi ho chiesto al mio dentista se potevo fare qualcosa per arrestare il processo e lui mi ha risposto che il mio problema è genetico e che mi devo abituare a conviverci.
Aggiungo che nella mia famiglia ci sono altri casi di piorrea e che mia madre porta la dentiera dall’età di 55 anni; vorrei sapere se devo rassegnarmi allo stesso destino oppure se esistono dei rimedi validi.

Dr.Marco Rossi

Risponde il Dr. Marco Rossi
Consulente OdontoClinic
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La malattia parodontale che un tempo veniva denominata piorrea è una patologia multifattoriale e cioè dipende da una serie di meccanismi dei quali quello genetico-ereditario non è il più determinante.
Al contrario di quello che si è ritenuto in passato se esiste una predisposizione naturale ed innata al problema non è detto che non ci siano armi valide a nostra disposizione per affrontarlo e risolverlo.
La parodontopatia, infatti, oltre a richiedere una marcata predisposizione alla formazione di lesioni parodontali, ha bisogno per il proprio instaurarsi di fattori ambientali altrettanto fondamentali.
Innanzi tutto si deve comprendere che si tratta di un’infezione dei tessuti che circondano i denti e che pertanto trova la sua origine nell’aggressione batterica a questo livello.
Esistono dei batteri cosiddetti Gram negativi  che sono in grado di colonizzare queste strutture sovvertendone il normale equilibrio tanto da distruggerle in un periodo di tempo variabile in funzione delle proprie capacità di difesa.
L’esito della battaglia tra questi ceppi batterici e le difese dell’organismo determinerà la sopravvivenza dei denti o la loro perdita; in questo senso il fattore genetico può rivestire un ruolo importante accelerando la degenerazione della salute parodontale.
In seguito ad alcuni studi tesi a rilevare la presenza abnorme di una sostanza denominata interleuchina 1 alfa nella saliva di pazienti affetti da parodontite, si è dimostrato che esistono alcuni individui particolarmente suscettibili alla malattia parodontale nei quali i mediatori chimici dell’infiammazione come l’interleuchina portano ad una risposta infiammatoria locale esagerata con delle conseguenze devastanti per le gengive se il problema non viene trattato.
Questo meccanismo da solo non è sufficiente per giungere alla perdita dei denti perché anche questi individui possono essere sottoposti a trattamento parodontale eliminando i fattori locali responsabili dell’infezione, correggendo le proprie abitudini di vita che condizionano la salute orale (il fumo per esempio) e adottando delle tecniche di igiene domiciliare più efficaci.
Ogni anno nel mondo vengono trattati con successo molti individui naturalmente predisposti alla formazione di lesioni parodontali e la maggior parte di loro può contare sul recupero di uno stato di salute orale sufficiente a far sopravvivere i loro denti
È necessario quindi cambiare prospettiva una volta per tutte e credere in una disciplina giovane come quella della parodontologia che sta restituendo il sorriso e la tranquillità a molte persone limitando ad un numero veramente esiguo di casi (secondo alcuni studi il 2%) l’inevitabile perdita dei denti.

 
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