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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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UNA PAROLA DI ODONTOIATRIA |
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Domanda Scrivo per avere un consiglio. Sto cercando di documentarmi sul bite e
sull'efficacia che tale presidio potrebbe avere nel mio caso. Leggendo
tra le domande presenti nel sito ho visto quella di una ragazza di
29 anni che dopo più di 4 anni di utilizzo dell'apparecchio ortodontico fisso per correggere una classe 3 (ora classe 1) lamenta
dolori alla gamba. Leggendo la risposta evinco la non utilità del bite e soprattutto la difficoltà di correzione della classe 3 in età adulta. Sono un po' confusa, io ho 34 anni ed ho una situazione
di malaocclusione di classe 3. L'arcata superiore è testa a testa
con quella inferiore e gli unici punti di contatto sono su 4 denti
molari. Il primo dentista che mi ha spiegato chiaramente il mio
problema lo ha fatto quando avevo 16 anni, ma io non ho voluto
mettere l'apparecchio. Da circa 10 anni sono in cura da un'altra
specialista della quale sono molto soddisfatta e di cui mi fido.
Anche lei, da subito, mi ha spiegato la situazione e mi ha consigliato
apparecchio fisso e non ultimo intervento chirurgico, ma per motivi
economici e personali non ho voluto intraprendere le cure. Attualmente
però sono insorti altri problemi da circa un mese ho problemi durante il riposo notturno, serro i denti tanto da lamentare indolenzimento alla mascella. Con la dottoressa abbiamo riparlato del mio problema e lei mi ha spiegato che con un bite potrei risolvere,
ma vista a mia classe 3 mi ha consigliato di fare un bite di tipo
correttivo, di metallo con alcuni accorgimenti per cercare di
migliorare la mia classe 3. Questo abbinato anche ad una terapia logopedistica! Secondo lei ho buoni margini di miglioramento. Io ci
sto riflettendo, visto anche il costo dell'apparecchio, lei cosa ne
pensa? E' gradito ogni consiglio e suggerimento, grazie!
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Risponde il
Dr. Alessandro Fedi Condirettore Scientifico OdontoClinic
contatti |
Nel bruxismo notturno che Lei mi descrive l'apparato
stomatognatico (denti, mascelle, articolazioni temporomandibolari e muscolatura
pertinente) è vittima dell'eretismo nervoso, secondo la teoria corrente. In
questo senso un bite funzionerebbe come uno scudo protettivo, ad evitare usure e
modellamenti negativi. Purtroppo un bite per motivi di robustezza ha uno
spessore, per quanto minimo, e quindi ingombra quello che viene definito lo
"spazio libero" tra le due arcate dentarie. Lo spazio libero nelle terze classi
scheletriche è piuttosto ridotto e quindi, a mio parere, ben potrebbe la
Collega che L'ha in cura, dopo opportune valutazioni dirette sul tipo ed entità
della sua terza classe sfruttare il
bite e la forza che Lei produce nel bruxare per ottenere una intrusione dei
gruppi posteriori e (con un dispositivo a vite o a molla) una leggera
proclinazione degli incisivi superiori, correggendo così l'occlusione in
chiave positiva. Il piano é ambizioso, ma può
funzionare, sempre che ne sussistano le condizioni da, ripeto, valutare
accuratamente. In ogni caso un trattamento di questo tipo sarà possibile solo se
Lei ne trarrà un beneficio sintomatologico, con minore dolenzia alle
mascelle.


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