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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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UNA PAROLA DI ODONTOIATRIA |
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Domanda Da quattro anni porto un bite che mi era stato prescritto a causa di cefalee
continue che non mi davano pace. Dopo aver avuto un primo inequivocabile miglioramento nei primi due anni, sono andata progressivamente peggiorando. Sono aumentati i dolori alla schiena, localizzandosi in alcuni punti precisi e sono subentrati disturbi di tensione muscolare al collo, alla nuca e alle spalle. Questi disturbi sono molto strani e tutte le volte che li descrivo ai medici, vengo guardata con un certo sospetto. Parlo infatti di sensazione di costrizione, spalle che sembrano legate da corde, muscoli del collo che pulsano soprattutto di prima mattina, una cappa sulla testa (forse per il dispendio di energie causato dai muscoli in costante tensione?), senso di rigidità alla schiena (che non ha niente a che vedere con il colpo della strega)
Il mio gnatologo dice che il bite va comunque bene e che i sintomi sono da attribuirsi a un qualcos'altro di non precisata natura (psicosomatica o quant'altro). Intanto, due anni fa mi ha praticamente incoraggiato ad operarmi di ernia del disco assicurandomi che i miei problemi sarebbero, dopo l'intervento, passati. E mi ha inoltre costretto a portare questo bite senza soluzione di continuità, nonostante io facessi presente che non ne avevo alcun beneficio. Anzi, sono decisamente peggiorata.
Ho mostrato il bite a un ortodonzista, il quale, dopo avermi disagnosticato una malocclusione di terzo grado (cosa della quale il mio gnatologo non mi aveva informata), mi ha detto che il bite che ho non fa più alcun effetto ed è da sostituire. Mi ha preso le impronte e mi ha ordinato un bite superiore (che mi dovrebbero consegnare la prossima settimana) perchè ho l'arcata superiore che combacia con quella inferiore, mentre, invece, dovrebbe sporgere in avanti.
Io mi sono fidata perché mi è sembrato molto consequenziale nelle spiegazioni che mi ha fornito. Purtroppo, però, lo era anche l'altro. Ho molta paura. Sono certa che i miei problemi scaturiscono dalla mia malocclusione ma so anche che si tratta di una materia difficile e ancora poco conosciuta. e intanto sono costantemente angosciata dai miei disturbi di salute, apparentemente lievi e poco invalidanti, ma, le assicuro, poco piacevoli.
Ho paura peraltro che il problema si cronicizzi (ammesso che non si sia cronicizzato, visto che ho 48 anni e non posso che peggiorare). So che non mi può dire niente di preciso. Mi dica solo se secondo lei non sto andando incontro a un'altra frustrazione, con conseguenze dannose per la mia salute e se c'è una casistica incoraggiante di guarigioni in casi analoghi al mio.
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Risponde il
Dr. Alessandro Fedi Condirettore Scientifico OdontoClinic
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Il suo racconto svela una mancanza d'informazione generale ed è probabilmente questo il motivo per cui mi scrive adesso. Mi è impossibile valutare la correttezza del precedente bite e del progetto per quello attuale, ovviamente. Mi sembra verosimile questa seconda opinione per via della diagnosi ortodontica e del congruo progetto di un bite all'arcata superiore. I sintomi che mi descrive in testa alla sua e-mail sono comuni e chiari per una cefalea muscolotensiva che dà la ben nota sensazione di "cappa sulla testa" decritta su alcuni testi come Galea capitis (la Galea era l'elmo, molto pesante e robusto, in dotazione ai gladiatori). Posso raccomandarle di non fermare la sua attenzione esclusivamente sul bite
perché, dopo così tanto tempo, sicuramente è necessario anzi indispensabile un intervento globale sul suo psicosoma di cui le forme efficaci più semplici sono una terapia manuale osteopatica o chiropratica che sia (ad un buon livello non c'è poi così tanta differenza) e un ciclo di ginnastica rieducativa e riprogrammante.


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