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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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Domanda Abbiamo un bambino di otto anni, all'eta' di 4 anni
è stato operato di adenoidi. Nel settembre del 2006 gli è stato applicato un apparecchio per allargare il palato superiore. Ora, dopo neanche un anno il palato si
è nuovamente ristretto. L'odontoiatra ci ha consigliato un logopedista
perché (a suo parere) la causa del problema è la respirazione nasale
difficile. Siamo andati anche da un otorino e ci ha consigliato esami per
sapere se è allergico. In questo momento non sappiamo se portarlo da un logopedista o da un ortodonzista.
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Risponde il
Dr. Umberto Molini Condirettore Scientifico OdontoClinic
contatti |
Dovete rivolgervi ad un ortodonzista di
sicura esperienza. L’intervento alle adenoidi non risolve la contrazione palatale e non cambia automaticamente l’atteggiamento a bocca aperta, causa di recidiva. Il trattamento, pertanto, va
indirizzato anche alla rieducazione di questo atteggiamento funzionale.
Nel caso di contrazione scheletrica del mascellare superiore, l’intervento
di asportazione delle adenoidi va programmato solo se esiste un'oggettiva
ostruzione del rinofaringe, con riduzione misurabile del passaggio del flusso d’aria per via nasale.
Un modo empirico per valutare se il tessuto adenoideo è causa di riduzione
della funzione respiratoria è quello di sottoporre il bambino a sforzo
(corsa sul posto) chiedendogli di mantenere il contatto labiale, e
osservare se subentra fame d'aria. L'intervento chirurgico di asportazione
delle adenoidi è giustificato solo in caso di oggettiva fame d'aria per
piccoli sforzi. Ovviamente dovrà prescriverlo l'otorino a seguito di
analisi clinica e strumentale. Nel momento in cui l'otorino rileva
l'assenza di ostruzione al passaggio del flusso d'aria per via nasale, l'ortodonzista
può procedere all'espansione scheletrica del mascellare superiore, al
trattamento dei problemi occlusali associati e alla rieducazione
funzionale dell'atteggiamento a bocca aperta. Dato che la rieducazione
dell'atteggiamento a bocca aperta ha a che fare, oltre che con
l'atteggiamento collaborativo del paziente, con parametri scheletrici e
dentali che solo l'ortodonzista può valutare e controllare, sarà lui a
prescriverla e dovrà svolgersi sotto la sua supervisione.
Della effettiva rieducazione può occuparsene direttamente o delegarla a
un esperto.


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