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APPARECCHIO MOBILE E RETRAZIONE GENGIVALE

   

 
 
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Domanda Caro dottore, Sono una donna di 40 anni, da due anni porto l'apparecchio mobile perché avevo i denti affollati, sono in cura con un mio cugino odontotecnico con un'esperienza trentennale, che a questo punto metto in discussione. L'apparecchio inferiore agisce sui canini, ogni settimana mio cugino con la pinza fa forza spingendo indietro i canini, il processo comunque è molto lento. Da circa un mese ho notato lo scollamento di un canino con perdita di sangue, lo sto trattando con bioarscolloid dentifricio, guarda caso proprio dove viene fatta forza, inoltre sotto le gengive in corrispondenza dei canini mi pare siano più arrossate e vedo come delle piccolissime bollicine bianche. La mia domanda è se agire sui canini sia sbagliato, ho letto su internet che la retrazione gengivale può essere provocata anche da apparecchi imperfetti. Inoltre lui dice che ha preferito farmi portare l'apparecchio mobile perché con quello fisso avrebbe dovuto spostarli ad uno ad uno e avremmo impiegato anni. Ma è così? Forse ci sono varie tecniche? E' indicato l'apparecchio mobile per gli adulti? In ogni caso per paura ho smesso di portarlo e dovrà farmi un apparecchio di mantenimento, in pratica le due arcate si sono espanse, mentre i canini inferiori poco. Ma secondo lei, la causa della retrazione è stata l'apparecchio mobile o sarebbe successo lo stesso con quello fisso? Infine quali sono le competenze dell'ortodonzista e quelle dell'odontotecnico? Negli studi dentistici possono applicare gli apparecchi anche gli odontotecnici?

Dr.Umberto Molini

Risponde il Dr. Umberto Molini
Condirettore Scientifico OdontoClinic
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Il problema reale in ortodonzia non è quale apparecchio mettere, se fisso o mobile, ma cosa si deve fare. Una volta stabilito ciò, nella fattispecie gli obbiettivi da raggiungere e le procedure di trattamento, qualunque applicazione, fissa o mobile, che sia in grado di soddisfare le specifiche richieste correttive della malocclusione può essere utilizzata. Lei mi chiede se agire sui canini sia giusto o sbagliato. La mia risposta è: "agire per realizzare cosa?". L'ortodonzista prima di agire, non importa se su un singolo dente o su ambedue le arcate, deve avere ben chiari il punto di partenza, la strada da percorrere e il punto d'arrivo. L'analisi di questi tre fattori, ripeto prioritari rispetto all'agire, non può essere effettuata via posta. Riguardo alle competenze dell'odontotecnico e dell'ortodonzista, il primo costruisce gli apparecchi di ortodonzia secondo le specifiche dell'ortodonzista e non può applicarli al paziente; il secondo,  invece, ha la responsabilità del trattamento e lo gestisce in prima persona: applica gli apparecchi, li regola e li rimuove.

 
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