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Domanda Intanto vorrei subito scusarmi per il disturbo che Le sto arrecando ma sono disperata e quando ho scoperto, giorni fa, il Vs.sito, non ho saputo resistere alla tentazione di scriverLe per domandarLe un consulto (anche se temo che ormai, serva a poco). Sono una donna di 37 anni che purtroppo non ha mai prestato molta attenzione ai propri denti; pulizia regolare con spazzolino e dentifricio, mai un filo interdentale, mai uno scovolino, pochissime visite dai dentisti e senza mai una pulizia; fumatrice e bevitrice di caffè. Questo fino a 3 anni fa quando ho dovuto per forza affidarmi ad un  centro dentistico (rinomato a Milano) perché da mesi avevo un ascesso che mi procurava dolore e febbre. Mi hanno dovuto estrarre 4 denti (non ricordo i nomi ma sono quelli in fondo, ma non i molari). Fin li però i medici mi avevano detto che avevo una buona dentatura e che con una buona pulizia sarei stata a posto. Certo, ho il canino di dx che è nato storto, al contrario, ma questo si poteva risolvere con una caspula di copertura. Fino a pochi mesi fa quindi tutto "quasi" regolare, facevo le mie pulizie semestrali dal dentista, mi lavavo regolarmente i denti (evidentemente non in modo corretto); a maggio mi sono alzata una mattina e ho visto con orrore che il dente sulla sx del canino storto (credo sia l'incisivo) era pericolosamente sceso e si vedeva l'osso. Premetto che soffro di bruxismo. Sono corsa al centro dentale e mi hanno detto che ho una malattia (parodontite) che non è guaribile come la piorrea. Gli ho chiesto di estrarre il canino e l'incisivo e di mettermi un ponte ma mi hanno detto che nel mio caso non si può fare perché ho poco osso e perché le gengive non reggerebbero il peso di un ponte ne tanto meno un perno. Per farla breve da maggio ad oggi sono ancora in queste condizioni, anzi, sono peggiorate perché faccio fatica a mangiare, a parlare, i denti si muovono, per non fare del "bruxismo" di notte devo prendere un tranquillante.....per non parlare del fattore estetico che ormai mi ha ridotto ad essere una donna che non ride più! Un mese fa finalmente hanno deciso cosa fare del mio caso: uno splintaggio dell'incisivo con il "dentone" (mi perdoni il termine ignorante), la devitalizzazione dell'incisivo e del canino e poi una capsula sul canino in modo da migliorare l'estetica. E questo è quanto possono fare nel mio caso che dicono di impossibile risoluzione. Io purtroppo devo affidarmi a loro (che sono comunque molto bravi) a occhi chiusi, ma ho sentito parlare di innesto di tessuto osseo biologico. In realtà dottore Le chiedo: è davvero impossibile fermare questa dannata malattia che fino a 3 anni fa io non avevo? Da quando ho iniziato a curarmi i denti ho cominciato ad avere problemi! Ho 37 anni e non posso per ora avere figli per questo motivo (mi hanno sconsigliato di portare avanti una gravidanza) devo sposarmi ad aprile e rischio di fare un matrimonio serio perché non potrò ridere, il mio lavoro mi porta a contatto con i clienti e negli ultimi tempi quando devo parlare con loro per me è un supplizio (fino a che non rido non si nota nulla) ! La prego dottore mi aiuti a capire se potrò tornare a sorridere! La ringrazio per l'attenzione prestata alla presente e scusandomi ancora una volta per il tempo che Le ho sottratto, resto in attesa di Sua risposta e Le auguro buon lavoro.

Dr.Marco Rossi

Risponde il Dr. Marco Rossi
Consulente OdontoClinic
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Lo splintaggio di denti parodontalmente compromessi è un passaggio obbligatorio prima di qualsiasi altra terapia. Non è assolutamente vero che la parodontite non si cura, anzi oggi esistono numerose armi da utilizzare contro questa patologia. La possibilità di ricorrere ad un innesto va valutata con un attento sondaggio delle tasche e con l'analisi delle sue radiografie, ma va tentata solo quando l'infiammazione dei tessuti è sotto controllo, obbiettivo che si può raggiungere in poco tempo e con molta collaborazione da parte sua. Riguardo alla gravidanza, è sconsigliabile concepire figli con una infezione attiva come quella parodontale, ma per arrivare alla possibile gestazione è sufficiente curare le gengive e fare in modo che i tessuti non siano più sofferenti. Per raggiungere questo stato ci si deve sottoporre ad una serie di sedute di decontaminazione del cavo orale in cui si eliminano completamente i fattori responsabili della malattia, quindi placca, tartaro, fumo. Bastano delle sedute di normale ablazione del tartaro e di levigatura radicolare, pratiche veloci e relativamente indolori e soprattutto una istruzione specifica alle manovre di igiene da effettuare a casa e vedrà che le sue gengive cambieranno velocemente aspetto e consistenza. Si affidi ad un parodontologo, per esempio presso la clinica odontoiatrica di Milano, e vedrà che le cose miglioreranno fino a farle tornare il sorriso e a farla diventare felicemente mamma. Rimanendo a disposizione per ulteriori chiarimenti, le invio i miei più cordiali saluti.

 


 

 
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