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MOBILITA' DEI DENTI MOLARI

   

 
 
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Domanda Sono una giovane donna di 38 anni, attenta alla mia igiene orale, o almeno così credevo, si, perché durante una seduta di detartrasi l'igienista ha notato una mobilità degli ultimi denti molari, quindi ho fatto un sistematico e una misurazione con uno strumento di cui non ricordo il nome e mi è stata diagnosticata la malattia parodontale. Il medico mi ha spiegato che accanto ad una predisposizione genetica c'è anche un'igiene orale non corretta che ha causato delle profonde sacche gengivali che io da sola non riesco più a mantenere pulite. Ho letto il suo sito, ma non ho riscontrato nella mia bocca i sintomi che avrebbero dovuto indurmi a pensare che qualche cosa non andava, le gengive sanguinavano solo in prossimità di una capsula e di un molare "storto" e solo da poco tempo, ed è per questo che mi ero recata a fare la detartrasi, carie non ne ho e tartaro visibile nemmeno, (dico visibile, perché l'igienista mi ha detto che ce n'era molto sottogengiva), di alitosi non soffro. Gli unici sintomi in cui mi riconosco sono un allungamento dei denti e un maggiore spazio tra un dente e l'altro, ma solo adesso che l'ho letto ho però capito che erano dei sintomi. Il medico mi ha consigliato l'estrazione dei denti del giudizio e una pulizia approfondita in anestesia locale che ha chiamato levigatura, il cui fine è eliminare il più possibile la placca batteria e ripristinare un giusto equilibrio poi mi ha detto che mi spiegherà come mantenere a lungo il risultato e cercare di arrestare o di rallentare il progredire della malattia. Inizierò il mese prossimo, abbiamo stabilito 4 sedute. Perché le ho scritto? Non lo so,forse perché la cronicità della malattia mi spaventa e l'idea di mettermi una protesi dentaria mi terrorizza, io vorrei diventare vecchia con il miei denti o forse per sentirmi dire che da questa malattia è possibile guarire o forse perché non so con chi parlarne perché non è molto conosciuta e viene considerata una malattia da "anziani". Comunque se avrà qualche suggerimento da darmi sarò ben lieta di accoglierlo.

Dr.Marco Rossi

Risponde il Dr. Marco Rossi
Consulente OdontoClinic
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Forse mi ha scritto semplicemente perché aveva bisogno di fare il punto della situazione e di riordinare le idee, in ogni caso proverò a darle una mano. Da quello che mi racconta mi sembra che l'approccio del collega sia corretto e che non poteva augurarsi di meglio se non una diagnosi di parodontite fatta dopo sondaggio e analisi delle radiografie. La terapia che Le ha descritto il suo dentista è proprio quella che si deve applicare nei casi come il suo in cui la detartrasi con ultrasuoni non è abbastanza efficace da rimuovere tutte le formazioni di tartaro presenti al di sotto del solco gengivale, ma la gravità della situazione non è ancora tale da richiedere l'intervento chirurgico. La verità non è che la parodontite sia una malattia da "vecchi", ma che una volta veniva affrontata (e non curata), solo in tarda età anche se i segni ed i sintomi della malattia esistevano già da molto tempo, quindi credo che debba ritenersi fortunata se accede, come mi sembra, alle cure di un professionista serio ed aggiornato. Inoltre il fatto che il collega Le abbia parlato della necessità di estrarre i denti del giudizio e dell'opportunità di acquisire una tecnica di igiene domiciliare in grado di arrestare la progressione della malattia, mi fa pensare che Lei non arriverà alla protesi che la terrorizza, ma che potrà portarsi avanti i suoi denti senza grandi preoccupazioni. La cronicità della malattia è una caratteristica che dovrà mantenerla sempre vigile e che lei dovrà essere tanto brava e costante da trasformare in una cronica assenza di sintomi. Un ultima notizia: non si senta una mosca bianca perché i problemi gengivali riguardano la maggior parte della popolazione da una certa età in poi e tutti hanno però la possibilità di uscire in maniera definitiva dal meccanismo patologico. Cordiali saluti.


 

 
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