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TASCA GENGIVALE

   

 
 
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Domanda  Le scrivo perché è un anno e mezzo che ho problemi di alitosi, gastrite e quant'altro provocato dalla presenza di una tasca gengivale tra il molare e il premolare superiore sinistro. A quanto sostiene il mio dentista e il suo collaboratore odontotecnico, dovremmo continuare la terapia con dei lavaggi di acqua ossigenata, varecchina, e altri prodotti immessi nella tasca stessa attraverso delle siringhe, (solo per essere chiaro). Dopo un anno di lavaggi, a volte frequenti, a volte sporadici, non è cambiato niente, la tasca è sempre lì con la solita fuoriuscita di pus. Prima le dicevo, alitosi per il cattivo odore del pus e gastrite per la quantità di pus deglutita durante il giorno e la notte nonché la stimolazione eccessiva della salivazione. Sono veramente preoccupato e disarmato circa l'estrema soluzione. Le spiego: qualora non si risolvesse attraverso la "terapia del lavaggio", cioè  l'estrazione del dente, che si suppone sia la causa, si ricorrerà all' immissione di un impianto. Avendo 22 anni la soluzione mi sembra drastica, perché conosco la procedura, mia madre è stata affetta da piorrea e conosco i sacrifici di tale periodo. La ringrazio anticipatamente in attesa di un suo riscontro tecnico-umano, le porgo i miei più cari saluti.

Dr.Marco Rossi

Risponde il Dr. Marco Rossi
Consulente OdontoClinic
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Il problema che ha descritto corrisponde ad una situazione in cui per motivi infettivi si è formata un tasca parodontale tra due denti e questa sicuramente non si cura e non va incontro a guarigione con dei lavaggi all'interno della gengiva. Qualsiasi tipo di decontaminante chimico, ma anche la terapia antibiotica, va usato solo in associazione con il trattamento meccanico del difetto. Nel suo caso, probabilmente, la profondità della tasca richiede un trattamento chirurgico che le consentirebbe di salvare il dente dall'estrazione che deve rimanere la soluzione estrema. Spero sia chiaro comunque che le sto consigliando di rivolgersi a qualcuno che si occupi della materia in maniera specialistica e che eviti di proporle rimedi dettati più dall'intuizione individuale che da fondamenti scientifici come dovrebbe accadere, invece, in medicina.


 

 
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