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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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UNA PAROLA DI ODONTOIATRIA |
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Domanda Ho 29 anni ed ho portato per 4 anni e mezzo (dai 23 ai 27 e
mezzo!) l'apparecchio fisso sopra e sotto per correggere un "testa a
testa", ora prima classe. E' passato un anno e mezzo da quando ho tolto
l'apparecchio e, da allora, la notte, metto l'apparecchio mobile di
mantenimento per l'arcata superiore ed ho la contenzione fissa
all'arcata inferiore. Nonostante la prima classe, sembra che la
masticazione non sia ancora perfetta (mastico solo con i molari: i
premolari non si toccano!) e da quando ho tolto l'apparecchio fisso ho
dei dolori all'inguine e allo psoas dx (a volte addirittura mi sembra
che partano dall'ischio). Alcuni osteopati hanno detto che potrebbe
dipendere da una malocclusione e da uno squilibrio posturale. E'
possibile che una masticazione non perfetta influisca sulla mia gamba?
Non soffro di mal di testa né di mal di schiena. Confido in un vostro parere.
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Risponde il
Dr. Alessandro Fedi Condirettore Scientifico OdontoClinic
contatti |
Temo di doverLe dare delle brutte nuove! Premetto che mi baso
esclusivamente
sul Suo racconto, comunque piuttosto puntuale ed affidabile. Quanto
mi descrive é verosimilmente rapportabile ad un trattamento
ortodontico di uno scompenso scheletrico di terza classe attuato con
uno sforzo compensativo dentale. La terza classe scheletrica é la
definizione di
una malocclusione che indica genericamente una mandibola troppo grande o un
mascellare superiore troppo piccolo. I casi che si possono risolvere con le
apparecchiature ortodontiche sono ben definiti e le possibilità di riuscita
dipendono molto dall'età in cui li si affronta.
All'età di 23 anni in una donna le strutture scheletriche basali non
sono più influenzabili con apparecchiature ortodontico-ortopediche e
si possono risolvere con compenso dentale solo casi di moderato
tenore. Insomma il problema é nella diagnosi! Dall'esito che mi
racconta Lei è soggetta ad una recidiva: i denti, forzati
dalle apparecchiature in una posizione più armonica per l'occlusione,
non riescono a mantenerla perché risospinti nella posizione precedente
dalle forze naturali patologiche preesistenti come la spinta linguale
o la tensione delle membrane durali o per atteggiamenti posturali
globali immutati e dal ritorno elastico dei tessuti ossei e di
sostegno del dente (parodonto). La soluzione della maggior parte dei
casi di terza classe in età adulta prevede una diagnosi posturale e
funzionale a monte di un intervento combinato di ortodonzia e di
chirurgia maxillofacciale. Quest'ultima, in mani abili, rappresenta
una soluzione alla radice perché risolve il problema basale:
l'obiettivo dev'essere infatti quello di avere denti allineati e in
prima classe, ma solo su basi mascellari allineate ed in equilibrio.
I dolori che Lei accusa da quando ha dismesso le apparecchiature possono
dipendere da un momento disfunzionale posturale di cui la recidiva
ortodontica é un aspetto. In casi simili un bite é inutile.


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