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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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CERCA
UNA PAROLA DI ODONTOIATRIA |
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Lo scopo è
quello di ottenere la detersione, sagomatura ed otturazione tridimensionale
della porzione apicale del sistema dei canali radicolari non trattabili
attraverso la cavità d’accesso dentale, raggiungendoli dall’apice delle radici
attraverso un lembo chirurgico. Una volta
che è stata fatta la diagnosi di insuccesso endodontico, è necessario capire
quali sono state le cause che hanno portato all’insuccesso stesso per valutare
se esiste la possibilità di correggere il fallimento con un ritrattamento
ortogrado . Solo nel caso in cui questa possibilità non esista o solo
dopo che i tentativi di risolvere la terapia per via non chirurgica siano
falliti , sarà indicato intervenire per via chirurgica. L’endodonzia chirurgica
oggi può essere eseguita con accuratezza e predicibilità di risultati che non
era possibile raggiungere 10 o 15 anni fa. L’ingrandimento
e l’illuminazione , insieme ai nuovi strumenti e materiali ,garantiscono una
percentuale di successo più elevata di quanto non si sia mai avuto fino ad ora. Utilizzando
il microscopio, l’incisione è più accurata, il sollevamento del lembo é meno
traumatizzante per i tessuti molli , l’osteotomia e l’apicectomia sono più
conservative. Utilizzando
le punte da ultrasuoni, la preparazione della cavità retrograda è più precisa,
perfettamente in asse con il canale radicolare. Per tutti
questi motivi l’intervento chirurgico garantisce oggi dei risultati più predicibili
e una percentuale di successo più elevata. Occorre
aggiungere che viceversa un’intervento di apicectomia con otturazione
retrograda del forame apicale , senza un buon trattamento endodontico a monte
porterà quasi certamente ad un insuccesso.

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