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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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UNA PAROLA DI ODONTOIATRIA |
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Il dolore scompare quasi subito una
volta rimosso lo stimolo e non è mai spontaneo, ma provocato. Spesso è riferibile all’esecuzione di una
restaurazione o come primo segno di una carie incipiente. La diagnosi
di iperemia si fa in base alla sintomatologia raccolta dall’anamnesi del
paziente e in base ad alcuni test. Il paziente
non è in grado di localizzare
esattamente il dente responsabile, ma solo un settore essendo il dolore di
origine pulpare: nella polpa non sono presenti le terminazioni nervose
propriocettive che danno il senso della localizzazione dello stimolo. Il test
termico col freddo sarà il metodo preferibile per identificare correttamente il dente in quanto il dente con iperemia
pulpare risponde normalmente alle manovre di percussione, palpazione, mobilità
e l’esame radiografico è del tutto negativo. L’iperemia
pulpare va innanzittutto prevenuta. La
prevenzione consiste in una buona igiene
orale per prevenire lo sviluppo delle carie, nella desensibilizzazione dei
colletti dei denti, nella cura del professionista nella preparazione della cavità cariosa per il restauro e nella successiva rifinitura. Infatti il tessuto
pulpare possiede un buon margine di resistenza e di autoriparazione se non
viene “maltrattato” e una iperemia lieve può regredire completamente. Se la
sintomatologia dolorosa, una volta instauratasi, dovesse però perdurare, non
siamo più davanti ad una iperemia o ipersensibilità dentinale, ma dobbiamo
sospettare una infiammazione irreversibile che si configura come pulpite.
POLPA NORMALE - E’ la polpa di un dente asintomatico che
risponde normalmente ai vari test di vitalità e che radiologicamente mostra una
lamina dura intatta ed un normale legamento parodontale su tutto il perimetro
radicolare in assenza di segni di obliterazione canalare da calcificazione.
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IPEREMIA PULPARE
- Si denomina così una situazione clinica ancora reversibile,
caratterizzata dall’insorgenza di un improvviso dolore acuto in risposta
ad uno stimolo termico.
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PULPITE - Il quadro clinico della pulpite o infiammazione
irreversibile del tessuto pulpare è rappresentato da un dolore spontaneo che
viene amplificato da stimoli caldi ma anche freddi nei primi stadi.
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NECROSI DELLA POLPA - L’infiammazione irreversibile della polpa che
si ha nella pulpite che persiste per un
certo periodo di tempo determinerà la necrosi completa del tessuto pulpare,
configurando il quadro che il profano conosce come dente morto.
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GRANULOMA DENTALE - Il termine GRANULOMA è molto conosciuto dal
pubblico, ma non molti ne comprendono
pienamente l’accezione. Da taluni è
addirittura percepito come assimilabile ad un tumore o ad una malattia grave che condanna il dente all’avulsione. ..>>
CISTI DENTALE - Dal punto di
vista istologico il quadro è molto simile a quello del granuloma apicale, con
la sola differenza della presenza di una cavità centrale ripiena di fluidi o
materiale semi-solido tappezzata da un epitelio pluri-stratificato. ..>>
ASCESSO ALVEOLARE - L’ascesso alveolare acuto è rappresentato da
una raccolta di pus localizzata a livello dell’osso alveolare circostante
l’apice di un dente la cui polpa è andata in necrosi.
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