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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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CERCA
UNA PAROLA DI ODONTOIATRIA |
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Negli stadi
avanzati, in cui si è ormai prodotta una ascessualizzazione, il freddo è addirittura di sollievo per il
paziente, che non di rado si presenta allo studio del dentista con una
bottiglia d’acqua nelle mani, il cui sorseggio placa provvisoriamente il
dolore. Tale dolore
viene descritto nelle prime fasi come fastidioso, noioso e poi progressivamente
più forte, acuto, diffuso e riferito ad una zona più ampia. Il dolore può
insorgere spontaneamente in seguito all’assunzione da parte del paziente della
posizione supina, in quanto tale manovra comporta un aumento della pressione
sanguigna alla testa. Spesso il paziente riferisce di aver passato la notte
prima insonne nel letto. A causa
dell’assenza di terminazioni nervose propriocettive del tessuto pulpare la sede
del dolore non è identificabile dal paziente: il dolore si manifesta irradiato,
diffuso ad esempio all’occhio o all’orecchio o in altre zone a seconda della
localizzazione del dente responsabile. Per
individuare il dente responsabile bisognerà duplicare il sintomo con
l’applicazione del calore in maniera controllata ai singoli denti. Negli stadi
avanzati il freddo, riducendo la
pressione dei fluidi e degli eventuali prodotti gassosi intraradicolari ha un
effetto calmante provvisorio. Il dolore
della pulpite è descritto come uno dei più acuti e lancinanti che l’uomo possa
provare, paragonabile alla colica renale o ai dolori del parto. Il test
elettrico non è di grande aiuto in quanto il pulp-tester ci può indicare che la
polpa è viva, ma non ci informa sulle sue condizioni di salute o malattia. Il dente
risponde normalmente alla palpazione e alla percussione, ma nei casi in cui l’infiammazione si estende
anche al legamento parodontale il dente
diventa sensibile alla percussione. L’esame
radiografico può essere di aiuto in quanto ci può informare se è presente una
carie interprossimale non visibile clinicamente o al di sotto di una vecchia
otturazione. La zona
periapicale appare di solito intatta e al massimo può presentare un leggero
slargamento dello spazio del legamento parodontale non sempre quindi evidente. La pulpite non passa con farmaci antibiotici!
Di questo il paziente deve essere informato La terapia
d’emergenza della pulpite è rappresentata idealmente dalla pulpotomia camerale
in studio o, se in esterni, da una medicazione con eugenolo, entrambe in grado
di eliminare il dolore. Ciò consentirà di programmare al meglio una seduta
endodontica completa per detergere completamente il canale endodontico e
sigillarlo secondo protocollo. In una
corretta seduta endodontica, anche se d’emergenza, occorre sempre applicare la diga di gomma intorno al dente previamente
anestetizzato. Il poco tempo necessario per questa operazione è ampiamente
ricompensato dal comfort e dalla
sicurezza che ne derivano al paziente e all’operatore. Eseguita una corretta cavità d’accesso si potrà
asportare il tessuto pulpare ormai infetto ed irrigare il canale svuotato
con lavaggi disinfettanti con ipoclorito
di sodio. Controllato l’eventuale sanguinamento si può porre nella cavità dentale una medicazione con
antisettico con azione battericida e fungicida, non irritante per i tessuti. Se queste
operazioni sono state ben eseguite il paziente può aspettare la seduta
successiva con il dente medicato anche
per un mese senza aver nessun fastidio. C’è quindi tutto il tempo per
programmare gli appuntamenti necessari per portare a termine la terapia
endodontica in modo efficiente ed efficace.
POLPA NORMALE - E’ la polpa di un dente asintomatico che
risponde normalmente ai vari test di vitalità e che radiologicamente mostra una
lamina dura intatta ed un normale legamento parodontale su tutto il perimetro
radicolare in assenza di segni di obliterazione canalare da calcificazione.
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IPEREMIA PULPARE
- Si denomina così una situazione clinica ancora reversibile,
caratterizzata dall’insorgenza di un improvviso dolore acuto in risposta
ad uno stimolo termico.
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PULPITE - Il quadro clinico della pulpite o infiammazione
irreversibile del tessuto pulpare è rappresentato da un male di denti spontaneo che
viene amplificato da stimoli caldi ma anche freddi nei primi stadi.
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NECROSI DELLA POLPA - L’infiammazione irreversibile della polpa che
si ha nella pulpite che persiste per un
certo periodo di tempo determinerà la necrosi completa del tessuto pulpare,
configurando il quadro che il profano conosce come dente morto.
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GRANULOMA DENTALE - Il termine GRANULOMA è molto conosciuto dal
pubblico, ma non molti ne comprendono
pienamente l’accezione. Da taluni è
addirittura percepito come assimilabile ad un tumore o ad una malattia grave che condanna il dente all’avulsione. ..>>
CISTI DENTALE - Dal punto di
vista istologico il quadro è molto simile a quello del granuloma apicale, con
la sola differenza della presenza di una cavità centrale ripiena di fluidi o
materiale semi-solido tappezzata da un epitelio pluri-stratificato. ..>>
ASCESSO ALVEOLARE - L’ascesso alveolare acuto è rappresentato da
una raccolta di pus localizzata a livello dell’osso alveolare circostante
l’apice di un dente la cui polpa è andata in necrosi.
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