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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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UNA PAROLA DI ODONTOIATRIA |
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Esistono
anche considerazioni preventive e curative durante un lavoro protesico che
possono richiedere il ritrattamento del dente quando si evince radiograficamente
una inadeguata precedente terapia endodontica sui denti interessati, anche in
assenza di sintomatologia clinica. La causa
principale alla base del fallimento di una terapia endodontica è quasi sempre
una porzione non detersa e non otturata del sistema dei canali radicolari e una
mancanza del sigillo apicale e di questa si cercherà evidenza attraverso un
esame radiografico. Quando ci
troviamo di fronte alle situazioni suddette, l’indicazione che emerge dalla
esperienza clinica e dalla letteratura è di tentare inizialmente un ritrattamento
ortogrado ossia: rimuovere il restauro della corona, rimuovere il materiale
all’interno dei canali, detergere e sagomare appropriatamente il sistema canalare
ed eseguire un’otturazione tridimensionale completa col miglior sigillo apicale possibile e quindi ricorrere
all’intervento chirurgico solo quando i tentativi precedenti per via
tradizionale siano falliti. L’approccio
tradizionale puo’ mettere in evidenza una perforazione della biforcazione, la
presenza di un canale accessorio, incrinature dentinali, materiale da
otturazione scarsamente compattato. L’ Endodonzia
chirurgica è indicata nei casi in cui un nuovo accesso al canale già trattato è
ostruito in modo da rendere impossibile il ritrattamento ortogrado o per
considerazioni sulla sovrastante protesi, ovvero nel caso in cui il paziente
presenta una ricostruzione protesica di buona qualità per cui si cerca di
evitare di dover rifare l’intero lavoro: in questo caso, ad evitare un
prevedibile insuccesso, occorre l’evidenza radiografica di una accettabile
qualità complessiva della precedente terapia canalare. La prognosi
del ritrattamento endodontico non è del tutto prevedibile in quanto non sempre la causa dell’insuccesso è
identificabile nè il materiale utilizzato dal precedente operatore è
riconoscibile, per cui nelle prime fasi il ritrattamento diventa un intervento
esplorativo, il paziente deve essere informato circa le maggiori difficoltà che
il ritrattamento richiede rispetto a un trattamento di un dente “vergine” e
circa le complicazioni quali (canali non più sondabili) e che richiedono un
interevento chirurgico, e talvolta l’estrazione del dente (frattura della
radice).

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