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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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UNA PAROLA DI ODONTOIATRIA |
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Il termine GRANULOMA è molto conosciuto dal
pubblico, ma non molti ne comprendono pienamente l’accezione. Da taluni
è addirittura percepito come assimilabile ad un tumore o ad una malattia
grave che condanna il dente all’avulsione. Il granuloma è costituito da
un tessuto infiammatorio cronico reattivo ad un’infezione o
infiammazione del tessuto periapicale provocata dalla necrosi pulpare. La sua
dimensione può variare da pochi
millimetri ad un centimetro. Questa lesione dal punto di vista istologico
è caratterizzata dalla presenza di tessuto infiammatorio di granulazione, con
capillari, fibre connettivali, infiltrato infiammatorio ed è espressione della
capacità difensiva immunitaria nei confronti dell’aggressione cronica tossica e
batterica dei tessuti peridentali. Il granuloma circoscrive la fonte
dell’infiammazione impedendole di dilagare nel torrente sanguigno e di arrivare
a ledere organi vitali. Il granuloma in genere è asintomatico e può
essere un reperto occasionale nel corso di esami radiografici periodici di
controllo. Dal punto di vista radiologico la lesione si
evidenzia come una radiotrasparenza più o meno ampia, in corrispondenza di una
delle varie porte di uscita del sistema dei canali radicolari all’apice, a lato
della radice o al livello di una
biforcazione. La terapia è rappresentata dalla rimozione
del contenuto infetto canalare, dalla detersione e sterilizzazione dello spazio
endodontico e dal sigillo apicale dell’otturazione canalare. In seguito alla scomparsa dello stimolo tossico e batterico le cellule
infiammatorie non accorrono più ed il
tessuto del granuloma infiammatorio si
trasforma gradualmente in un tessuto di granulazione riparativa che porterà alla neoformazione di trabecole ossee fino ad
una “restitutio ad integrum”. Se l’infiammazione avesse provocato
riassorbimenti di porzioni di cemento o dentina radicolare, si avrà un
rimodellamento ed una riparazione dell’apice per apposizione di neocemento. |
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GRANULOMA O CISTE APICALE |
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Il dentista curante di mia moglie con una panoramica le ha
riscontrato (non ho capito bene) un granuloma o una ciste
apicale sopra un premolare. A sua volta il Dottore le ha consigliato di andare in un centro maxillo-facciale. I medici
di questo istituto le hanno consigliato un intervento
(in anestesia totale) per rimuovere questa ciste. Non convinto ha chiesto consiglio presso un altro istituto e il rimedio a tale
problema è sempre un intervento chirurgico. "Navigando" in rete ho
trovato diverse testimonianze riguardo la risoluzione
di questi problemi e ho riscontrato che per risolvere tale problema basta un
"semplice" trattamento in studio dentistico. Io e mia moglie siamo improntati
molto sulla medicina naturale, infatti ho trovato che
tale problema si può risolvere con un trattamento con aloe vera. Onestamente
siamo confusi e comunque preferiamo trovare una
scappatoia da un classico intervento chirurgico (anche perché mia moglie ha 29
anni ed è meglio evitare interventi chirurgici).
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Se si tratta di granuloma non c’è bisogno d'intervento chirurgico perché
risponde bene alla terapia endodontica (canalizzazione del dente). Se invece è
una cisti radicolare è importante valutarne le dimensioni: piccole cisti possono
regredire a seguito di un trattamento/ritrattamento endodontico o, in
alternativa, sono asportabili con interventi chirurgici ambulatoriali in
anestesia locale (apicectomia); cisti dentali di grandi dimensioni possono
richiedere interventi più importanti. Le consiglio di affidarsi al
parere congiunto di un endodonzista (dentista la cui attività prevalente è la
cura delle patologie dentali che richiedono interventi all’interno del canale
radicolare) e di un chirurgo orale. Ancora un consiglio, lasci stare l’aloe, per le cisti e i granulomi non ha possibilità di
funzionare.
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GRANULOMA: TERAPIA CANALARE, APICECTOMIA O
ESTRAZIONE |
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Recentemente ho cambiato dentista perché ho avuto dei problemi con alcuni denti (dolore, ascessi) che il mio dentista non e riuscito a risolvere.
Il nuovo dentista la prima cosa che mi ha fatto è una lastra panoramica dalla quale ha constatato la presenza di 5
granulomi alla base delle radici di 5 denti, questi denti secondo il dentista non sono recuperabili quindi vuole procedere per l'estrazione. Io ho saputo che esiste una "Terapia canalare" in grado di guarire questi granulomi. Ho esposto questo mio parere al Dottore ma il dottore pur conoscendo questa Terapia mi ha detto che (è una terapia con la quale viene iniettato nei canali 3 tipi diversi di antibiotici) i denti (5) sono comunque da estrarre perché degenerati e questa terapia viene eseguita con più successo nei denti incisivi con una radice (se ho capito bene).
Allora volevo chiederle se non sia il caso di tentare prima questa "Terapia Canalare"
dopodiché se il granuloma non regredisce allora procedere all'estrazione? E' possibile che i 5 denti siano talmente rovinati da non tentare questa terapia?
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La prestazione professionale che viene effettuata
per i denti con granuloma precedentemente trattati con terapia canalare è il ritrattamento endodontico. Viene rimosso il materiale di otturazione canalare precedentemente applicato, ristrumentato
e disinfettato il canale radicolare e poi di nuovo sigillato con materiali
appropriati. Nel caso che anche questo secondo trattamento non dovesse
portare alla guarigione del granuloma, si procede con un altro intervento, spesso risolutore: l’apicectomia.
Si tratta di piccolo intervento di chirurgia ambulatoriale effettuato in in anestesia locale,
in cui si reseca l’apice radicolare e si oblitera, per via retrograda, l’entrata apicale del canale radicolare.
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La sua intuizione è corretta e cioè di solito anche
in presenza di un granuloma si tenta la terapia endodontica o canalare e, qualora questa
non sia sufficiente si può provare con l'apicectomia, una procedura chirurgica che
consente di eliminare l'apice della radice infetta. In ultima istanza, qualora queste
terapie si rivelassero inefficaci, si ricorre all'estrazione del dente |
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GRANULOMA ASCESSUALIZZATO |
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Sto avendo problemi con un dente
devitalizzato! Il dentista a giugno ha aperto il dente che
aveva creato un'infezione (la gengiva si era riempita di pus), ha detto che non era nulla
e lo ha richiuso. In effetti il dolore al dente è passato, ma dopo poco è
tornato a dare
fastidio. Da allora viaggio settimanalmente dal dottore che fa dei "lavaggi" al
dente, ma non può chiuderlo perché subito
si riempie di pus. Solo se rimane aperto con la protezione di un po' di
cotone non si gonfia. Fino alla settimana scorsa era anche molto
sensibile, ora non più. Il dottore ha detto che forse c'è un granuloma. Non lo
sa nemmeno lui. Premetto che ho la
fobia dei dentisti, quindi questo periodo per me è un inferno. Se fosse un
granuloma come dovrebbe essere curato? C'è bisogno di operazioni? Se
non dovesse essere un granuloma cosa potrebbe essere e come potrebbe essere
curato?
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La descrizione del suo problema
è un po' vaga. E' stato dal suo dentista per curare un dente, la cui
gengiva si era gonfiata e da cui usciva pus, e ha fatto diverse cure e
lavaggi del canale o dei canali. Mi dice anche che il suo dentista non sa dire
se è presente un granuloma! Radiologicamente un
granuloma si apprezza come area di radiotrasparenza localizzata all'apice della
radice del dente. E' segno di un'infezione cronica che in base alla reattivà
dei batteri o a un abbassamento delle nostre difese immunitarie può
acutizzarsi e ascessualizzare, presentando come sintomi e segni principale dolore e gonfiore. Il protocollo terapeutico di
un granuloma in fase di acuzie prevede una terapia preliminare farmacologica (antibiotico), per ridurre la carica
batterica; la riapertura del canale, se trattasi di un dente monoradicolato, o dei canali,
se pluriradicolato; l'effettuazione di ripetuti lavaggi con
soluzioni disinfettanti; una corretta detersione del canale con strumenti
rotanti al nickel-titanio e la sua chiusura, fino all'apice, con materiale termoplastico biocompatibile
(guttaperca). Nella gran maggioranza dei casi
il
trattamento di elezione porta alla regressione
della sintomatologia e alla scomparsa del tessuto infiammato
(granuloma). In altri casi, per la verità molto rari, si può anche intervenire chirurgicamente
(apicectomia).
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GRANULOMA E APICECTOMIA |
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Tre anni fa per un granuloma
a un molare (devitalizzato male), nell'arcata superiore destra, ho subito un'apicectomia. Oggi il granuloma è
tornato e non mi perdo nel descrivere il male che provo. Stasera andrò
dal medico per capire cosa fare. Le chiedo: è possibile effettuare
nuovamente un'apicectomia al fine di non perdere il dente (e relativo
lavoro di capsula)? Come mai il granuloma si è riformato?
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Senza una radiografia endorale mi è difficile consigliarla specificamente. In linea generale un reintervento è possibile purché la lunghezza residua della radice coinvolta sia
sufficiente e non ostino problematiche parodontali coesistenti. Lo step
successivo, in tal caso, può essere la rizectomia ovvero l'asportazione di
tutta la radice se l'anatomia del dente lo consente. Il fallimento
dell'intervento precedente potrebbe essere dovuto a un'insufficiente detersione
ed otturazione del canale radicolare in tutta la sua estensione. Infatti la
percentuale di successo maggiore nelle apicectomie è riservata ai casi in cui il
canale radicolare sia stato ben deterso e otturato e il deficit di detersione
sia presente solo nella porzione più apicale (gli ultimi tre mm.): la rimozione
di questa porzione è sufficiente allora ad assicurare il successo nella
maggioranza dei casi. Nelle situazioni in cui invece il deficit di detersione
e/o di otturazione del canale sia esteso in lunghezza occorre, dopo la rimozione
chirurgica dell'apice radicolare, procedere a una otturazione retrograda che,
pur possibile, è più difficile da eseguire ottimalmente, diminuendo così la
percentuale di successo.
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Il granuloma è una lesione cronica di natura infiammatoria, non
suppurativa, dei tessuti che circondano l'apice della radice dentale,
causata da affezioni settiche e necrosi della polpa radicolare per
diffusione di germi e tossine al di la del forame radicolare.
Il granuloma si presenta come una masserella di
tessuto molle (tessuto di granulazione), rotondeggiante,
aderente all'apice di
un dente non vitale e avvolto
da una capsula fibrosa.
GRANULOMA IMMAGINE
RADIOGRAFICA |
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Il
granuloma si presenta nell'immagine radiografica come un'area di
rarefazione ossea - osteolisi periapicale - (area più radiotrasparente
rispetto al restante contesto osseo) a margini definiti. Il granuloma può andare incontro a guarigione a seguito
di un intervento canalare o un intervento chirurgico di apicectomia che viene riservato ai casi in cui l'intervento endodontico
non è praticabile. Il granuloma non può andare incontro a guarigione
spontanea e neppure a seguito di terapia farmacologica. |
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