
La ricerca scientifica ha dedicato la sua attenzione non solo al miglioramento
della forma degli impianti, ma anche, ed in particolare, ai materiali
costituenti e alla superficie che va a contatto con l’osso. L’impianto a vite
con forma radicolare può essere di varia lunghezza e diverso diametro per poter
utilizzare la maggior quantità di osso disponibile.
Il materiale per implantologia oggi utilizzato e accettato dalla comunità
scientifica internazionale è il titanio, un biomateriale.
I biomateriali utilizzati in campo medico che interagiscono con il sistema
biologico (osseo)
sono classificati come biotollerati, bioinerti, bioattivi.
Biotollerati: presentano tessuto fibroso tra impianto e osso
Bioinerti: presentano contatto diretto osso-impianto (es. titanio)
Bioattivi: presentano connessione chimico-fisica tra osso e impianto
Per l’utilizzazione di un biomateriale in implantologia sono necessarie due
condizioni: la biocompatibilità e le caratteristiche meccaniche
Il titanio offre sia una buona biocompatibilità, in quanto bioinerte sia
un’ottima resistenza al carico e alla corrosione.
Negli anni 70-80 gli studi scientifici ci hanno fatto comprendere la relazione
intima tra osso e impianto ed è stato coniato il termine osteointegrazione,
che sta a significare quel contatto diretto tra osso ricevente e il titanio.
La superficie dell’impianto è stato oggetto di studio negli anni ’90 e i
ricercatori hanno cercato di dare una risposta alle esigenze di una migliore
integrazione tra vari tessuti ossei e superfici implantari.
Il risultato è stato quello che gli impianti di titanio con la superficie
ruvida, particolarmente trattata e preparata, rispondevano con maggiore successo
rispetto a quelli in titanio con superficie liscia, specialmente nell’osso più
“tenero” o di qualità inferiore.
Tutte queste conoscenze ci consentono di poter affermare che gli impianti
dentali possono essere applicati in assenza di “rigetto”, in quanto non esiste
reazione immunologica avversa, e con grande predicibilità, con successi
chirurgici vicini al 100% grazie alle nuove superfici trattate.