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L’osso
di sostegno degli impianti va incontro ad un fisiologico
riassorbimento di circa 0,2 mm l’anno. In odontoiatria tutti i
successi hanno un termine temporaneo e questo è dovuto ai meccanismi
di usura dei manufatti protesici e dei materiali che si trovano
all’interno del cavo orale. Quando determinate condizioni sono
soddisfatte, come protesi adeguata, igiene perimplantare e controlli
periodici, otteniamo, e possiamo prevederlo, un successo impiantare
valutabile a 15-20 anni.
Questo
risultato però deve essere mantenuto con un’ottima igiene orale, per
evitare che i batteri della placca vadano a depositarsi intorno
all’impianto e determinino sofferenza e perdita dell’osso di sostegno.
La radice artificiale impiantata patisce gli effetti della placca
batterica non meno di un dente naturale. Pertanto i controlli devono
essere periodici nel tempo ed effettuati dal medico implantologo.
L’impianto a differenza dei nostri denti naturali non fa male, e
quindi i sintomi di eventuali infezioni ed infiammazioni possono
passare inosservati e non essere avvertiti dal paziente se non quando
diventano importanti. I controlli periodici, quindi, quando tutti gli
altri fattori sono soddisfatti, servono a preservare e ad allungare la
vita di un impianto avvicinandola a quella di un dente naturale.

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