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L’intervento
dura circa 20 minuti per ogni singola radice artificiale impiantata e
non comporta dolore. Al termine al paziente viene prescritta una cura
di antibiotici e antinfiammatori per escludere infezioni e disagi
postoperatori. E’ anche possibile eseguire l’intervento con una blanda
sedazione con protossido di azoto; questo rende il paziente più
tranquillo pur se perfettamente sveglio e collaborante. La rimozione
delle suture chirurgiche viene effettuata dopo circa una settimana
dall'intervento.
Intervento
in due fasi per favorire l'osteointegrazione
Secondo i protocolli della chirurgia impiantare a due fasi, dopo un
periodo che varia dai 3 ai 6 mesi, a seconda della posizione degli
impianti e della qualità ossea, si procede alla seconda fase
chirurgica che prevede una piccola incisione sulla gengiva per
scoprire l’impianto precedentemente “sepolto”. Viene rimossa una
piccola vite tappo sulla testa dell’impianto ed inserita una nuova che
servirà a guidare la corretta guarigione della gengiva. Dopo
un’ulteriore periodo di 2-3 settimane si procedere alla presa delle
impronte e alla fabbricazione della corona definitiva che sarà
costruita in materiale idoneo (ceramica, vetropolimero, resina) a
soddisfare le esigenze della funzione masticatoria ed dell'estetica.
Il periodo di attesa tra la prima e la seconda fase chirurgica (3-6
mesi) è necessario per l’osteointegrazione dell'impianto, processo
biologico che riguarda la qualità dell'interfaccia che si viene a
creare tra radice impiantata e osso. Dall'osteointegrazione dipende la
stabilità dell'impianto, si tratta in sostanza dell’adesione dell’osso
intorno alle spire dell’impianto.

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