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La perdita dei denti naturali è sempre stato
un evento invalidante, sia per la funzione che per l’estetica della bocca;
il ripristino prima dell'avvento dell'implantologia dentale era reso
possibile solo per mezzo protesi fissate ai denti contigui a quelli mancanti:
un intervento demolitivo che ne prevedeva la limatura per accogliere le
corone che avrebbero sorretto il dente mancante.
Quando numero e qualità dei denti naturali
non era favorevole alla costruzione di protesi fisse, la
sostituzione dei denti mancanti prevedeva, invece, l'applicazione di
protesi mobili parziali o totali. Tali apparecchi oggi vanno scomparendo
grazie ai progressi fatti nel campo della prevenzione di carie dentarie e parodontopatie
che hanno ridotto la perdita di elementi dentali ma anche per merito
dell'implantologia che ne ha permesso la stabile sostituzione, anche nei casi di
perdita completa.
Con l'avvento dell'implantologia dentale non è
stato più
necessario coinvolgere denti integri per sostituire denti mancanti, né
applicare dentiere o comunque manufatti mobili. L’impianto dentale in qualità di
radice artificiale inserita stabilmente nell’osso riesce a sostenere
validamente una capsula singola o un ponte,
oppure può fare da eccellente ancoraggio ad una dentiera instabile o
mal tollerata dal paziente.
L’impianto dentale inoltre riproduce
quello stimolo funzionale tipico della radice naturale sull’osso, che gli permette di
mantenere nel tempo forma e anatomia, evitando perciò il
processo di riassorbimento che consegue alla perdita
dei denti e che è ancora più marcato sotto la pressione delle dentiere.
I vantaggi dell’implantologia dentale sono
quindi:
1) Sostituzione del dente o dei denti mancanti
in modo funzionale, estetico, duraturo nel tempo e
predicibile nel successo.
2) Conservazione dell’integrità dei denti naturali
vicini ai denti mancanti che non vengono coinvolti nella protesi.
3)Ricostruzione e conservazione
dell’anatomia di osso e gengive delle arree edentule.

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