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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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Domanda Mio figlio di 7 anni ha i due
denti incisivi inferiori definitivi accavallati, dato che la mandibola è
risultata un po' più piccola. E' bene intervenire, mettendo un apparecchio
per aiutare l'allargamento della mandibola, già a questa età? Non vi
possono essere controindicazioni?
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Risponde il
Dr. Umberto Molini Condirettore Scientifico OdontoClinic
contatti |
La mandibola, cioè l'osso basale mandibolare, all'età di Suo figlio non si
allarga più. La sutura sinfisaria che collega le due emimandibole, loro
centro di crescita trasversale, si salda verso i due anni.
Quello che all'età di Suo figlio può essere allargato, o altrimenti
allungato, nel caso ciò sia indicato per riallineare denti incisivi
inferiori accavallati per mancanza di spazio, è solo l'arco
dento-alveolare. E' probabile che il Suo ortodonzista intenda fare questo.
Quando cadono i denti incisivi inferiori da latte, normalmente i primi
sono i due centrali, tra i 5 e i 7 anni, contemporaneamente, in posizione
arretrata, erompono gli incisivi inferiori permanenti. Questi, nel tempo,
avanzano spinti dalla funzione della lingua, fino a porsi più avanti dei
decidui. La presenza di diastemi tra gli incisivi da latte e la posizione
più avanzata assunta degli incisivi definitivi, compensa le maggiori
dimensioni di quest'ultimi, permettendone l'allineamento.
Il percorso in avanti che fanno gli incisivi centrali permanenti verso un
maggior spazio d'allineamento può però essere ostacolato dagli incisivi
laterali da latte ancora presenti. Dovendo passare attraverso lo spazio da
loro delimitato possono subire un arresto nella progressione d'avanzamento
e a volte la rotazione sul loro asse: un tentativo estremo di passare
comunque. Un po' come facciamo noi quando attraversiamo uno spazio
stretto, ci giriamo di lato. Successivamente, quando cadono i laterali
decidui, essi riprendono l'avanzamento e deruotano.
Questa condizione fisiologica di deficit di spazio con conseguente,
temporaneo, "accavallamento" degli incisivi inferiori, entra in diagnosi
differenziale con l'affollamento vero, condizione permanente. E nel caso
di dubbio, si rivaluta la situazione più avanti.
Le scelte terapeutiche fatte dall'ortodonzista dipendono dal reale
contesto in cui è inserita la malocclusione, i cui caratteri, dentali,
scheletrici e funzionali, vengono delineati nella visita clinica, e
nell'analisi dei modelli in gesso e delle radiografie. Perciò, dalla mia
posizione, non posso spingermi né a giudicare la necessità dell'epansione
dell'arco inferiore di Suo figlio, né l'età migliore per iniziare il
trattamento.
Se ha delle riserve sulla terapia proposta, perché non sente il parere di
un altro specialista, è sempre meglio che serbare dubbi.


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