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È VERO che
gli effetti del lifting durano poco tempo, ed è quindi necessario rifarlo una o più volte
perché “tutto crolla”?
FALSO.
Quando decidiamo di sottoporci ad un intervento di chirurgia estetica per ringiovanire il viso, non
dovremmo diventare emuli del dottor Faust, cioè non dovremmo illuderci nel
cercare l’eterna giovinezza.
Il chirurgo
plastico non è in grado, naturalmente, di fermare il tempo. E il processo
d’invecchiamento continua, anche in assenza dei famigerati radicali liberi.
Di conseguenza è
evidente come l’attraente signora che abbia deciso di farsi oggi un lifting, o
un intervento di chirurgia estetica delle palpebre, non possa pensare d’esser
nelle identiche condizioni estetiche dopo dieci anni. Sicuramente, però, il suo
aspetto apparirà molto migliore di come sarebbe se non avesse subito alcun
“ritocco”. In altre parole, anche fra dieci anni apparirà più giovane delle sue
coetanee.
È quindi
essenziale che tale concetto, sebbene elementare, sia ben compreso da chi
decide d’operarsi.
Dire dunque che “tutto
crolla” è errato, anche se è vero che il processo d’invecchiamento continua.
È VERO che
sono ancora troppo giovane per fare l'intervento di lifting?
FALSO.
Non esiste un’età anagrafica per avvicinarsi ad un ringiovanimento del volto,
bensì un'età cutanea. Il principale parametro obiettivo da considerarsi,
dunque, è l’indicazione chirurgica, vale a dire che un problema deve
realmente sussistere, e non solo risiedere nell’immaginario d’un paziente. E,
soprattutto, si deve poter stimare con la massima obiettività qual è il margine
di miglioramento. Non facendolo, un intervento potrebbe essere poco utile
quando addirittura del tutto inutile.
In sintesi, è necessario
comprendere che un intervento di chirurgia estetica su un viso o su un collo può esser fatto con un
procedimento a più livelli - parziale, moderato, medio, totale - e deve
rigorosamente esser deciso in dipendenza della tipologia e gravità del problema
presentato oltre alle caratteristiche peculiari d’ogni fisico, quali elementi
che il chirurgo stesso deve considerare indipendentemente dall’età del
paziente.
È VERO che quando si fa un lifting vengono
quei visi gonfi? ho visto delle mie amiche con certe labbra…
FALSO.
L’interlocutrice, nel formulare tale domanda, confonde l’intervento chirurgico
di ringiovanimento del volto con l’iniezione di alcune sostanze (silicone
rigorosamente da bandire), necessarie a spianare le rughe o ad attenuare le
depressioni del viso o ad aumentare il turgore delle labbra.
Queste sostanze
sono semplicemente dei riempitivi e mai l’uso può far ottenere un effetto di
ringiovanimento: bisogna sempre ricordare che i riempitivi o filler - come in
linguaggio tecnico vengono chiamati - trovano ottimo impiego in presenza di inestetismi minimi e circoscritti solo ad alcune zone (distretti) del volto.
E mi addolora
dover ammettere che il timore manifestato nel quesito dalla gentile
interlocutrice deriva, a volte, da medici privi d’etica professionale che in
qualche paziente hanno riempito in maniera esagerata alcune zone del viso,
ottenendo sì l’effetto di spianare le rughe… ma contemporaneamente trasformando
il viso stesso in un "pallone": non esiste risultato estetico peggiore! Un
lifting ben riuscito, infatti, è quello che non si vede, ma che fa esclamare ai
nostri conoscenti: “Come stai bene, sembri ringiovanita, ti sei riposata in
questo periodo, vero”?
È VERO che
questo l'intervento di lifting cambia l’espressione del viso?
FALSO.
Ognuno di noi è legato alla propria immagine corporea, e sicuramente questa
non cambierà dopo l’intervento. Il riposizionamento dei tessuti cutanei e
muscolari del volto, alla base dell'intervento di lifting non può cambiare una persona. Questa domanda si
ricollega alla precedente, e per essa vale lo stesso tipo di amara
considerazione… e di conclusione.
È VERO che
se si tira troppo il viso non si può più né ridere né mangiare?
FALSO.
L’affermazione teorizzata da cui nasce la domanda è, oltre che falsa, anche
ridicola. Potrebbe trovar posto in un immaginario dizionario di mitologia
medica alla categoria "Fantasie muscolari".
L’impossibilità
di movimento dei muscoli del viso, appunto per ridere o mangiare, non può esser
l’effetto d’una eccessiva trazione dei tessuti ma - eventualmente - d’una
lesione nervosa, ovvero una lesione dei nervi del volto che comandano il
movimento d’ogni muscolo facciale. Tuttavia considerate che una tale evenienza
è più unica che rara e - grazie a Dio - le pochissime volte che accade nel
mondo, è transitoria nella pressoché totalità dei casi.
È VERO che
per nascondere le cicatrici sul viso bisogna portare i capelli sulle guance?
FALSO. Le
cicatrici davanti all’orecchio, nella quasi totalità dei casi, diventano
invisibili dopo tre-quattro mesi. Tuttavia, durante tale periodo, il consiglio
è sempre quello d’usare un buon fondotinta per camuffare le zone d’incisione
(aventi colorito roseo) che tenderanno a schiarirsi naturalmente con il passare
dei giorni.
È VERO che
dopo il lifting, per un anno, non ci si può esporre al sole?
FALSO.
Dopo l'intervento di lifting è opportuno non esporsi ai raggi solari solo per due-tre mesi. Il calore del
sole, infatti, ritarderebbe il processo di normalizzazione dei tessuti del
viso. Trascorso tale periodo di tempo ci si potrà tranquillamente abbronzare,
magari regalandosi un bel viaggio ai Tropici.
È VERO che
ormai i lifting si fanno tutti con il laser?
FALSO. Il
laser - strumento mitico nell’immaginario collettivo che tutto può e che
sembra aver invaso ogni campo della medicina e specialmente la chirurgia - dal
punto di vista del suo impiego presenta invece limiti ben definiti, molto più
di quanto comunemente si creda.
Per agevolare la
comprensione della risposta da parte del lettore, ritengo in questa sede
opportuno sintetizzare brevemente cosa è il laser. Semplificando ai minimi
termini, può definirsi come fonte d’energia prodotta intensificando un raggio
di luce, la cui principale peculiarità è avere potenza variabile.
In Chirurgia Estetica il
raggio laser può esser usato come un bisturi - ma francamente non ne vedo
l’utilità anche considerati i relativi costi - cioè come lama tagliente molto
sottile, oppure come "pennello d’energia" per l’eliminazione e la cancellazione
di strutture o parti d’esse. Questa seconda tipologia d’impiego trova la sua
utilità, per citare un caso concreto, nell’obliterazione di quei piccoli
capillari venosi che tappezzano in modo antiestetico le affusolate gambe
femminili. Tuttavia, la sua utilità maggiore credo risieda nella possibilità
d’essere utilizzato come “abrasore” per l’eliminazione di macchie o piccole e
sottili rughe del volto: in questo caso ha il pregio di donare al paziente, a
guarigione avvenuta, un aspetto più fresco e giovanile.
Altra comune
quanto utile applicazione è la cosiddetta depilazione definitiva: il raggio
laser, danneggiando il bulbo pilifero, impedisce la ricrescita dei peli.
Questa, in poche
righe, la realtà. Il laser non ha niente di mitico in sé e non può certo
esser lo strumento risolutore unico: non può, ad esempio, sostituirsi ad altre
procedure qualora vi sia il bisogno d’eliminare pelle in eccesso o quando si
rende necessario riposizionare strutture muscolari, fasciali o cutanee, che la
forza di gravità ed il tempo hanno fatto ‘scivolare’ verso il basso.
In ultima
analisi, dunque, è possibile affermare che l’uso del laser sul viso ha
sicuramente la sua utilità quando l’inestetismo presente è di lieve entità.
Aggiungo che questo strumento può proficuamente esser utilizzato quale
complemento di un lifting, onde ottenere un effetto estetico finale ancora
migliore, ma assolutamente non può sostituirsi all’intervento chirurgico
stesso.
È VERO che la blefaroplastica, cioè l’intervento
per ringiovanire le palpebre, è pericoloso per gli occhi?
FALSO.
Questo intervento non è pericoloso se non si commettono errori. Infatti, gli
occhi e più in generale gli organi della vista, non sono interessati da questo
piccolo intervento chirurgico.
È VERO che per ringiovanire
le parti superiori del viso (fronte e angolo occhi) è necessario tagliare tutto
il cuoio capelluto?
FALSO.
Fino a qualche anno fa, in effetti, per realizzare il cosiddetto “lifting della
fronte” era necessario eseguire un’incisione nel cuoio capelluto praticamente
da orecchio ad orecchio.
Oggi invece,
grazie alla chirurgia endoscopica realizzata con fibre ottiche che "vedono"
internamente al corpo umano, è possibile ottenere l’effetto del lifting
frontale con tre piccolissimi tagli situati sull’attaccatura dei capelli, e
quindi invisibili. Con tale metodo vengono ad eliminarsi molti inconvenienti,
non ultimo la perdita di capelli, che nel lifting frontale eseguito con la
vecchia tecnica chirurgica poteva avvenire lungo la linea d’incisione del cuoio
capelluto.

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