La malocclusione
è una malattia. Non è
rappresentata solo da uno scorretto ingranaggio dentale formatosi nel combaciamento dell'arcata superiore con quella inferiore, così come
espresso dalla sua denominazione. Per lo meno no dal punto di vista della
geometria statica. Talora può sussistere una malocclusione anche in
presenza di un ingranaggio dentale "apparentemente" armonico. La
malocclusione ha rilevanza nella dinamica funzionale esercitata dalle
arcate dentarie, che coinvolge diverse sedi
cliniche. La malocclusione si manifesta,
infatti, nello scheletro craniofacciale, nel sistema neuromuscolare
orofacciale, nei tessuti "molli" stomatognatici e nelle arcate dentarie:
in verità il più delle volte la diagnosi di malocclusione viene posta solo
per questo ultimo aspetto, e ciò può portare a dei fraintendimenti. A
questi aspetti propri del Sistema stomatognatico dobbiamo aggiungere
quelli di coinvolgimento del Sistema posturale globale in un nesso di
causalità circolare proprio dei Sistemi. Nella valutazione dei rapporti
tra malocclusione e postura la maggior parte dei posturologi
parla invece di cause ascendenti quando ritengono che una
disorganizzazione posturale ad altro livello coinvolge secondariamente il
Sistema stomatognatico e di cause discendenti quando una
malocclusione causa una disorganizzazione posturale ad altro livello.
Anche se in una clinica sbrigativa questa semplificazione può essere in
alcuni casi vicina alla realtà e alla base di un comportamento clinico che
riesce ad alleviare la maggior parte dei segni e dei sintomi questo non è
mai vero in quanto postula una correlazione causa effetto lineare mentre
esiste sempre un meccanismo di retroazione (feedback) che coinvolge
circolarmente tutti i sottosistemi posturali. E' vero altresì che quando
la malocclusione è il nodo più importante da sciogliere, un intervento
appropriato sul Sistema stomagnatico è risolutivo in modo drammatico.
Alla luce di quanto suddetto sarebbe
preferibile definire la malocclusione su un criterio di disfunzione,
rilevabile attraverso l'espressione di segni e sintomi correlabili :
-
deformità dell'estetica facciale in genere
-
alterazione dell'estetica del sorriso
-
disfunzione dell'articolazione
temporomandibolare
-
difficoltà nella masticazione
-
predisposizione alla malattia parodontale
-
difficoltà dell'eloquio
-
predisposizione alla carie dentale
-
disordini neuromuscolari del distretto
cranio-cervicale
I pazienti cui è stata diagnosticata una
malocclusione in modo generico sono giustamente preoccupati se affrontarne
la correzione ed in genere pongono proprio questa domanda allo specialista
in ortognatodonzia. A meno che non sia l'intento di migliorare l'estetica
del sorriso a motivare un trattamento, é proprio dalla correlazione con
uno o più sintomi e segni tra quelli sopra elencati e la malocclusione in
sé a fornire la risposta appropriata.
Come abbiamo prima accennato vi sono casi di
alterazione geometrica della disposizione dei denti senza alcun sintomo e
sintomi con una disposizione dei denti nella norma geometrica o molto
vicino ad essa, per cui, fatto salvo la motivazione estetica, non v'è
ragione di trattare tutte le malocclusioni nonostante l'apparenza dentale
e vi è talora la necessità di trattare alcune malocclusioni in apparenza
molto lievi.
Nel bambino e nell'adolescente il
trattamento presenta delle ottime possibilità di successo anche nella
componente ortopedica oltre che dentale, ovvero si può ridirezionare
favorevolmente una crescita sfavorevole delle basi ossee oltre che
ridistribuire armonicamente i denti nelle arcate. Nell'adulto si può
attuare un trattamento ortodontico solo nei casi in cui le basi ossee
presentano un'anatomia favorevole completandolo al bisogno con un
trattamento ortopedico nei limiti concessi dal riposizionamento di una
mandibola dislocata o di quanto pertinente all'osso alveolare nulla
potendo più modificarsi in quello basale. Nel caso in cui le basi ossee
siano francamente disarmoniche intrinsecamente o fra di loro, con la sola
ortodonzia è ancora possibile ottenere un risultato compromissorio, ma
occorrerà essere certi di non peggiorare l'equilibrio posturale. Per il
conseguimento di un miglioramento del sistema posturale quando desiderato
dal paziente e dal medico e/o di un risultato eccellente nell'estetica del
volto si dovrà eseguire un intervento combinato con ortodonzia e
ortopedia chirurgica, coordinato tra l'ortodonzista e il chirurgo
maxillofacciale ortognatico con prognosi, per il miglioramento delle
tecniche chirurgiche, oggi prevedibile e favorevole.