Il risultato della ricerca
improntata ad una norma geometrica ha prodotto una terminologia che,
come spesso succede nella comunicazione
linguistica, è stata ed é spesso foriera di
confusione piuttosto
che di chiarezza.
Si parla infatti di normocclusione
riferendosi ad un modello ideale in cui
l'incastro dei denti nel combaciamento avviene
secondo regole codificate: per es. le linee
verticali che separano gli incisivi centrali
superiori ed inferiori devono essere centrate
tra loro, i canini superiori devono cadere
all'esterno e più lontani dal centro della bocca
rispetto a quelli inferiori, etc. Si parla di
malocclusione nei casi in cui alcuni di questi
parametri geometrici non sono presenti e malocclusione
grave nei casi in cui ne mancano molti. Sebbene
non sia mai stato sottaciuto dagli Autori di
queste classificazioni l'importanza previa e
determinante della "centratura" delle mascelle
che costituiscono le basi ossee sui cui sono
inseriti i denti, si rintraccia in letteratura una mole
impressionante di studi gnatologici sulla
malocclusione basati sulla
classificazione di Angle, ideata sulla geometria
dei rapporti dentali, considerata a se stante. Ciò è stato
fuorviante e questa fuorvianza si è riversata nelle pratiche
cliniche di molti odontoiatri ed ortodonzisti
che hanno badato a costruire occlusioni
coordinate dentalmente tra loro trascurando
la giusta collocazione di questo
modello geometrico dentale nello
spazio tridimensionale postulato su
un coordinamento delle posizioni
reciproche delle ossa mascellari.
Le conseguenze, in mancanza di
una "vis sanatrix naturae", cioè di un
bilanciamento indotto dalla eventuale naturale
coordinazione neuromuscolare del paziente, sono molto importanti,
alla base di
disturbi di varia natura dolorosa e disfunzionale con ripercussioni
anche sull'omeostasi
posturale.
Considerando l'occlusione non solo
come una costruzione geometrica dell'incastro
dentale, ma come una modalità di combaciamento
determinata e determinante la posizione
mandibolare nel momento dell'incontro delle
arcate superiore ed inferiore si possono
capovolgere i termini: è di maggiore importanza
il coordinamento della posizione spaziale dei
mascellari rispetto alle modalità
dell'ingranaggio dentale con cui questo avviene
e non viceversa
Ovviamente l'ideale di riferimento terapeutico
deve essere sempre quello di ottenere un
ingranaggio dentale ben costituito secondo le
regole geometriche della "norma" collocato spazialmente nelle ossa mascellari in modo
da ottenere una centratura
dell'occlusione,
funzionale piuttosto che geometrica,
rispettosa del corretto
funzionamento del Sistema Stomatognatico,
sottosistema del Sistema Posturale Globale.
L'estetica di questa occlusione nella
rappresentazione del sorriso sarà più
facilmente perseguibile, perché la
centratura funzionale ne è la premessa.
Quanto abbiamo appena esposto può essere
assunto come definizione
di una occlusione
ben impostata gnatologicamente e ben
correlata al funzionamento preesistente
del Sistema Posturale Globale
che, eventualmente non ottimale o
francamente disorganizzato, può migliorare
se disturbato in primis dalla malocclusione pre-cura. L'intervento
terapeutico scatta ad un livello superiore
d'impegno quando s'intenda modificare
positivamente il Sistema Posturale Globale
in primis per riadattare l'occlusione su
questo riorganizzato e non su
quello preesistente disorganizzato da
cause diverse dall'occlusione o
concomitanti.