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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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UNA PAROLA DI ODONTOIATRIA |
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Correttamente applicato provoca modifiche nel modello funzionale della
muscolatura orofacciale, portando al ripristino di un normale sovragetto e
sovramorso oltre che di una prima classe dentale e scheletrica.
E' chiamato anche monoblocco perché formato da un blocco unico di resina
acrilica che porta la mandibola a collocarsi in una posizione avanzata
e/o aperta, rispetto alla posizione distalizzata e/o chiusa che caratterizza
la malocclusione tipo da trattare.
Un altro termine che lo definisce è quello di attivatore, che descrive
l'azione che esercita, che sta alla base della correzione della
malocclusione di seconda classe: l'attivazione della funzione muscolare del
paziente.
L'Andresen, nonostante possa essere corredato di parti meccaniche, è un
apparecchio di ortodonzia funzionale: le forze che portano alla correzione
dei rapporti tra le arcate dentali, come ho detto sopra, derivano,
sostanzialmente, dalle modifiche di funzione della muscolatura orofacciale
del paziente che lo applica. Corregge la malocclusione di seconda classe
tramite modifiche dento-alveolari e per l'incremento di crescita mandibolare
determinato dal dislocamento anteriore della mandibola, chiude il morso
aperto eliminando l'atteggiamento disfunzionale della muscolatura periorale,
apre il morso profondo favorendo la crescita verticale dei denti posteriori.
Affinché l'azione dell'apparecchio di Andresen sia efficace è necessario che
l'ortodontista prenda un preciso morso di costruzione e, nel corso del
trattamento, scarichi la resina nelle zone appropriate.
Il paziente viene istruito a portare l'apparecchio nel corso della notte, e
se necessario, seppur raramente, per 2/3 ore durante il giorno

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