Un trattamento ortodontico ha diverse indicazioni e valenze.
Occorre operare delle distinzioni a partire dalla motivazione dei
pazienti che, quando spontanea, è di solito eminentemente estetica. E' in
questi casi comunque doveroso per l'ortodonzista approfondire con una
accurata diagnosi il caso sottopostogli per evidenziare le eventuali
problematiche di stampo medico conpresenti, ma non evidenti al paziente.
In altri casi sono dei sintomi di pertinenza della gnatologia a portare
prima o poi il paziente dall'ortodonzista. Per esempio un dolore in
sede auricolare, un rumore di click o di schiocco riferito alle mascelle,
una limitazione all'apertura della bocca: la Sindrome di Costen, oggi
superata da un più accurato inquadramento classificativo dei disordini
temporomandibolari, ma frequentemente diagnosticata perché ben conosciuta
dai medici non specialisti gnatologici proprio per la sua datazione del
1937.
In altri casi oggi sempre più frequenti, c'è un'indicazione precisa su
diagnosi posta da ortopedici, fisiatri, chiropratici , osteopati,
neurologi, medici sportivi od oculisti di disturbo posturale addebitato ad
una malocclusione cosiddetto discendente. I sintomi che hanno fatto
peregrinare questi pazienti da uno specialista all'altro sono cefalea (mal di testa),
cervicalgia (dolore del collo), rachialgia (dolore
della colonna vertebrale), lombalgia (dolore del tratto lombare della
colonna vertebrale). Talora è l'opportunità di migliorare una prestazione
atletica o lavorativa, come nel caso dei ballerini, indicata dai medici
sportivi o dagli allenatori.
E' in questa confusione di intenti terapeutici che l'ortodonzista moderno
deve oggi muoversi con coscienza e deontologia per mostrare con chiarezza
le possibilità e i limiti dell'ortodonzia in ogni specifico caso.
La soluzione, a nostro parere, è quella di fornire più proposte
terapeutiche dopo aver percorso questi passi fondamentali:
-
Considerare attentamente le esigenze soggettive del paziente.
-
Approfondire accuratamente gli aspetti oggettivi del sistema
stomatognatico di ogni singolo caso, eventualmente ricorrendo a consulti
con Colleghi di branca diversa per esplorare gli altri sottosistemi che
concorrono nel Sistema posturale globale e non trascurando la possibilità
di arricchire la semeiotica clinica con quella strumentale, quando
opportuna, non eccedendo in inutili e costosi esami quando il quadro
clinico é sufficientemente chiaro.
-
Esporre chiaramente al paziente la sua situazione attuale e la sua
possibile evoluzione se trascurata per quanto è possibile desumere dai
dati della letteratura internazionale e dalla propria esperienza.
-
Esporre chiaramente delle possibili alternative ad un trattamento
ortognatodontico per conseguire comunque un miglioramento.
Nel caso il paziente voglia eseguire il trattamento, dovrà essere
chiaramente esposto un quadro dei possibili livelli di trattamento
ortodontico.
PRIMO LIVELLO. Trattamento solo estetico che anche con compromessi
nei metodi e nei risultati finali permetta comunque un miglioramento
dell'estetica del sorriso così come mostrato previamente al paziente con
l'ausilio di immagini o di modelli di gesso su cui i denti sono stati
riposizionati (set-up ortodontico). L'equilibrio posturale precedente non
verrà modificato, né in positivo né ovviamente in negativo. Se questa
ipotesi é presente come una possibilità a rischio, dev'essere attentamente
considerata dal paziente o, in casi di rischio grave, essere causa di
diniego del trattamento da parte dell'ortodonzista. L'opzione, quando
posta dal medico, di un trattamento combinato con la chirurgia ortognatica,
viene considerata per un livello successivo.
SECONDO LIVELLO. Trattamento gnatologico rispettoso della valenza
estetica limitato ai canoni classici della gnatologia ovvero rispettando
le componenti stomatognatiche in senso stretto anche se limitate da
disturbi del sistema posturale in altri distretti che possano inferire
potenzialmente dei disturbi in una cornice temporale più o meno
stretta. Questo trattamento é rischioso a priori ed in realtà dovrebbe
essere effettuato solo per la manifesta volontà del paziente di
non collaborare con un impegno suppletivo al trattamento ortodontico vero
e proprio, come per esempio impegnarsi in una rieducazione posturale
ginnica o effettuare trattamenti complementari. L'opzione, quando posta dal
medico, di un trattamento combinato con la chirurgia ortognatica, viene
considerata e rifiutata o meno.
TERZO LIVELLO. Trattamento gnatologico rispettoso della valenza estetica
inquadrato in un miglioramento della programmazione posturale globale,
attuato col ricorso ad una rieducazione posturale neurale centrale e
periferica propriocettiva tramite tecniche di vario tipo selezionate ad
hoc per il caso specifico. L'opzione, quando consigliata dal medico, di un
trattamento combinato con la chirurgia ortognatica viene accettata nella
sua plausibilità dopo attenta considerazione.
