Si pensa impropriamente che i denti siano
tenuti fermi esclusivamente dalle gengive, le quali, invece, sono solo la
parte più esterna di una grande opera architettonica, l'apparato parodontale,
che ci permette di masticare e che è costituito da osso alveolare,
legamento alveolo dentale, cemento radicolare, e gengiva.
Di questo apparato, responsabile della stabilità dei denti, si occupa una
speciale branca dell'odontoiatria, la parodontologia: termine che
deriva dal greco e che significa studio di tutto ciò che sta intorno al
dente e che gli dà sostegno
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UNA PAROLA DI ODONTOIATRIA
La malattia parodontale, o parodontopatia, inizia quando uno o
più elementi dell'apparato parodontale, dopo essere stati colonizzati da
numerose specie batteriche, smettono di esercitare la propria funzione di
sostegno causando mobilità dentale, da molti ritenuta la vera malattia
parodontale, meglio conosciuta con il termine popolare di "piorrea".
Questo è uno stadio già avanzato della malattia che si potrebbe evitare
ponendo attenzione ai segni evidenti che appaiono molto tempo prima della
mobilità dentale. Oggi la piorrea si può prevenire e curare efficacemente,
purché non la si trascuri fino a portarla ai suoi ultimi stadi, permettendo
la conservazione dei denti fino all'età più avanzata. E' opportuno però
conoscere cos'è e come si manifesta negli stadi precoci. I progressi fatti
nel campo della parodontologia permettono oggi di conoscere la
predisposizione personale a sviluppare la piorrea e di diagnosticare in uno
stadio precoce l'attività della stessa. Si tratta di sottoporsi a 2
semplici test, il test genetico, eseguito su un prelievo di saliva, e il test
microbiologico, su un campione di fluido della tasca parodontale. Il test
microbiologico può essere eseguito su coltura o ricercando il DNA dei germi
responsabili della malattia
E' impossibile stabilire quale elemento dell'apparato parodontale sia più
importante degli altri, ma è chiaro che il segno più evidente di sofferenza
parodontale è dato da alterazioni dell'aspetto delle gengive, che
frequentemente, però, vengono colte quando la malattia parodontale è già in
uno stato avanzato. Le gengive, infatti, costituiscono il primo ostacolo, ma
purtroppo anche la prima porta di ingresso per i microrganismi che una volta
distrutto l'attacco che le collega ai denti procedono verso la radice
dentale, danneggiando prima il legamento parodontale, poi il cemento, ed
infine l'osso alveolare circostante. La parodontite cronica è sempre
preceduta da una gengivite che dev'essere riconosciuta in tempo e curata.
E' opportuno quindi conoscere gli strumenti e le tecniche adatti alla
prevenzione, al trattamento della malattia parodontale e al mantenimento
della salute delle gengive.
La prevenzione consiste nell'effettuare le manovre di igiene orale comunicate
dallo specialista parodontologo, il quale si impegnerà a presentare gli
strumenti da utilizzare e a spiegare come usarli al meglio. Saranno mezzi
semplici come lo spazzolino, il filo interdentale, il collutorio, usati
secondo schemi personalizzati, che consentiranno di ottenere e mantenere
quello stato di salute del cavo orale che oggi deve essere considerato alla
portata di tutti.
Per quanto riguarda il trattamento di lesioni parodontali, esistono una
serie di procedure cliniche, più o meno complesse e più o meno radicali,
che, se accompagnate da opportune tecniche di igiene domiciliare, possono
restituire ai denti una stabilità accettabile. Successivamente, controlli
effettuati periodicamente permetteranno di stabilire, anche grazie ad esami
strumentali, se i risultati attesi sono stati conseguiti, e se si mantengono
stabili nel tempo.
Come si fa a scoprire in tempo la piorrea?
Gonfiori
persistenti, arrossamenti, sanguinamento delle gengive, denti sensibili e
alito cattivo sono segnali di pericolo della piorrea.
Per effettuare un autodiagnosi si possono considerare i sintomi indicati qui sotto. Se
qualcuno di questi è presente si dovrebbe consultare un dentista con area
di esperienza nella parodontologia, per sottoporsi a visita diagnostica ed
eventualmente ad un programma di cure.
1. Dolore
nella bocca 2. Gengive che sanguinano quando si spazzolano i denti o quando si
mangiano alimenti duri 3. Spazi che improvvisamente si sviluppano fra i denti 4. Gengive gonfie o tese 5. Gengive che si abbassano facendo apparire i denti più lunghi di
prima 6. Alito cattivo persistente 7. Pus fra i denti e le gengive 8. Cambiamenti nella sensibilità dei denti quando si mastica 9. Sviluppo di ferite in bocca 10. Denti che non si mantengono stabili sotto i colpi masticatori
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