Tra
le varie definizioni proposte riportiamo le seguenti a titolo d'esempio.
1) La postura è la
capacità del nostro corpo di assumere e cambiare posizione nell'ambiente
di vita. 2) La postura umana è l'assetto tridimensionale spaziale dei
vari piani e segmenti del corpo somatico. 3) La postura è la posizione
che il corpo assume per controbilanciare la forza di gravità in una
situazione di riposo o in movimento. 4) La postura è la posizione che il
corpo assume per controbilanciare la forza di gravità in una situazione
di riposo o in movimento. 4) La postura è la posizione che il corpo
assume sia da fermo che in movimento. 5) La postura è la posizione che
il corpo assume nella vita di relazione ed è corretta quando le varie
parti del corpo si dispongono in maniera fisiologica. 6) La postura è la
disponibilità e la capacità di una persona di mettere in relazione le
varie parti del corpo in modo da assicurare ora e per il futuro la
massima efficienza nella funzione comportamentale e nel funzionamento
psicologico. 7) La postura è la scienza del corretto allineamento e
della corretta gestione motoria del corpo umano in rapporto alla forza
di gravità. 8) La postura é la sinergia con cui le varie parti del corpo
nella loro interezza psicofisica concorrono all'attuazione di qualsiasi
gesto. 9) La postura è il linguaggio non verbale del soggetto. 10) La
postura è ciascuna delle posizioni assunte dal corpo contraddistinta da
particolari rapporti tra i diversi segmenti somatici.
Con l'intenzione di
sintetizzare e compendiare la definizione di ciò che personalmente
intendiamo per postura proponiamo la nostra definizione:
“La postura è l’espressione
somatica dell’atteggiamento relazionale dello psicosoma umano con
la propria interiorità e con l’ambiente che lo circonda“.
Questa
definizione ci piace perché permette di porre
validamente
l’accento su tre aspetti estremamente importanti e spesso
sottaciuti:
1) la
postura corporea è una funzione integrata individuale su cui psiche, soma
e ambiente esterno agiscono con un enorme numero di variabili. L'analisi completa ed esaustiva (che può rimanere l’obiettivo
teleologico della ricerca, ma non della clinica quotidiana) di tutte le
variabili è attualmente IMPOSSIBILE.
2) un
professionista seriamente impegnato in questa clinica col suo buon corredo di
semeiotica medica magari coadiuvata da un’analisi strumentale veloce,
economica e sufficiente può evidenziare le variabili più importanti ed
intervenire positivamente.
3) è
infatti POSSIBILE sempre migliorare la postura individuale con un
appropriato intervento, ma per ottimizzarla in modo
stabile occorre indispensabilmente la collaborazione del soggetto: questi
si dovrà
impegnare personalmente nel percorso terapeutico suggerito e non
pretendere di essere solamente "aggiustato" sui denti, sui piedi o
in altri punti. E'
importante che il paziente assuma nel livello cosciente l'obiettivo salute come parte
della propria individuazione.
E’
possibile che la nostra definizione tagli la testa alle polemiche e
alle querelles più comuni in materia, soprattutto quelle riguardanti i
rapporti tra l’occlusione dentale, la gnatologia e la postura corporea
globale. Le dispute che attraversano questo campo sono dovute a vari
fattori ma il principale ci sembra l' aderenza a vecchi modelli di
attribuzione di ruoli terapeutici che frammentano la classe medica in
specializzazioni di branca, troppo spesso a loro volta frammentanti
l’unità psicosomatica dell’uomo.
Le
aspettative che sono state determinate in funzione di ciò nel pubblico
utente, fanno ritenere a troppi pazienti di poter pretendere ed
ottenere una rimessa in efficienza del corpo rapida e meccanicista con un
rapido intervento riparatore dell’operatore sanitario: a nostro parere
l’interazione tra medico e paziente va rivisitata e corretta recuperando
un concetto di collaborazione cosciente nel rispetto dei ruoli piuttosto
che di adeguamento passivo e nello stesso tempo comodo e pretenzioso ad
una imposizione terapeutica incompresa.
Le
spiegazioni fisiologiche elementari dell’omeostasi posturale sono peraltro
a disposizione di tutti quelli che vogliano finalmente leggere o
rileggere un testo di fisiologia umana (esame fondamentale del terzo anno
della facoltà di medicina), sufficiente a descrivere l’anatomia funzionale
del sistema nervoso centrale e periferico e del sistema
osteotendineomuscololigamentoso. Gli
approfondimenti focalizzati degli studiosi di gnatologia e posturologia
traggono infatti necessariamente dalla fisiologia di base le loro
indispensabili premesse .
Non c’è dubbio purtroppo che è proprio dalla mancanza di
queste nozioni base che si possono riconoscere le speculazioni
improvvisate di “santoni” di scarsa cultura che infestano il campo,
contribuendo alla confusione dei pazienti e alla mistificazione di una
materia che è invece di per sé molto chiara quando affrontata con una
chiave di pensiero che integri le conoscenze scientifiche con una visione
sistemica e olistica dell’esperienza umana.
Sotto
questo profilo ci sentiamo di affermare che per un professionista
sanitario affrontare la clinica delle disfunzioni posturali secondo
un’ottica SISTEMICA ed OLISTICA non è più solo un piacere o un’originalità
interpretativa, ma è un dovere IMPRESCINDIBILE.
Il pensiero sistemico offre
infatti la possibilità di comprendere chiaramente come mai sia così
difficile riconoscere in tanti casi la mancanza di aderenza dei successi
clinici ai principi di sperimentazione basati su correlazioni
causa-effetto lineari. Quest’ultime sono molto utili in alcuni aspetti
della ricerca sanitaria, ma il loro utilizzo non può essere indiscriminato
ed assoluto perché insufficiente e non adeguato alla complessità dei
sistemi, le cui proprietà emergenti sono studiate e interpretate secondo
dei principi autoreferenti.