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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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UNA PAROLA DI ODONTOIATRIA |
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Avere denti bianchi e
splendenti è un obiettivo desiderabile che spinge molti all’acquisto di tali
dentifrici per l’igiene orale quotidiana. Ma come spesso accade la verità è
un’altra. Con l’utilizzo dei dentifrici "sbiancanti" si ottiene un effetto
abrasivo, efficace sulle macchie superficiali dello smalto ma senza alcun
effetto migliorativo sul colore intrinseco del dente, che può invece peggiorare.
Con l’uso prolungato di dentifrici sbiancanti lo smalto dentale si consuma per
abrasione e il dente perde la naturale translucentezza che gli deriva da un suo
adeguato spessore. Superficializzandosi la dentina colorata diventa più opaco
e giallognolo.
Chi spazzola regolarmente i denti non ha macchie superficiali
dello smalto da eliminare, non deve pertanto applicare l'intensa azione abrasiva prodotta dai dentifrici sbiancanti,
tanto meno per lunghi periodi di tempo. Noi
dentisti, sulla base di precise evidenze scientifiche, consigliamo l’uso di dentifrici
con un basso indice di abrasività.
Pertanto, quando si acquista un dentifricio
va valutato il suo indice di abrasività. L’acronimo che lo rappresenta è l’RDA, che sta per
Relative Dentin Abrasivity. Al di sopra di 100 questo
valore è troppo elevato, e nel tempo può provocare danni allo smalto.
Una bassa abrasività serve a levigare le superfici dure del dente senza
danneggiarlo. Rendere liscia e lucida la superficie dello smalto previene la
formazione di macchie e il trattenimento della placca batterica. I produttori
di dentifrici dovrebbero permettere al consumatore di controllare l’indice di
abrasività, indicandolo sulla confezione. Ma solo alcuni lo fanno.
Chi ha necessità, per motivi cosmetici, di sbiancare i propri denti, deve sapere che per
intervenire sul loro naturale colore o su colorazioni interne prodottesi nel
tempo, vanno applicate sostanze specifiche a base di perossido di carbammide o perossido
d’idrogeno. Le tecniche professionali che utilizziamo nei nostri studi permettono
la veicolazione controllata di tali sostanze sui denti e di modificare in
modo prevedibile il loro colore, rendendoli così effettivamente più bianchi
e luminosi,
e senza alcun
pericolo di danneggiamenti.

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