I
popoli primitivi, il cui cibo richiedeva una masticazione energica ed era
privo di saccarosio, avevano
meno problemi con i denti; tuttavia, anche fra loro, la carie era abbastanza
diffusa già molte migliaia di anni fa, come provano per esempio sette
teschi, su trentadue, risalenti all’Età del Bronzo. Un inconveniente di una
dieta di ghiande, pane di segale, carne e pesce crudo, era l’arrotamento dei
denti; a cui contribuivano anche le particelle di silice e conchiglie
mescolate al cibo. A volte si consumavano
talmente le superfici masticatorie che i batteri entravano nella polpa dei
denti provocando pulpiti e ascessi. Oggi la causa di queste patologie è la
civiltà che ha prodotto una modifica della dieta. Con l'assunzione di cibi
molli e zuccheri raffinati viene prodotta una placca
batterica particolarmente adesiva e aggressiva nei confronti dei tessuti che
compongono i denti, lo smalto e la dentina. Il risultato, qualora non si
adottino adeguate misure preventive d'igiene, è la carie dentaria: un
processo di cavitazione progressivo che percorre il dente dall'esterno verso
l'interno. La pulpite e l'ascesso sono conseguenze; sequele
infiammatorie, coinvolgenti la prima l'organo interno al dente, chiamato
polpa, la seconda i tessuti che circondano il punto terminale della radice,
chiamato apice radicolare.
PER MEDICI E ODONTOIATRI
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Come si determina la pulpite?
Il processo di escavazione provocato dalla carie dentaria si approfondisce
all’interno dei tessuti duri della corona clinica del dente, smalto e
dentina, fino ad interessare la polpa dentale che s’infetta e s’infiamma.
L’infezione della polpa dentale che sta alla base della pulpite è
irreversibile, una volta instauratasi non può più guarire con “restitutio ad
integrum” e pertanto l’unico rimedio valido è la sua asportazione. Esistono
casi meno frequenti di pulpite traumatica o chimica.
Cos'è la polpa dentaria?
La polpa dentaria è l’organo biologico allocato all’interno del dente. Si
distingue in polpa camerale, la porzione situata nella corona, e polpa
radicolare, quella che percorre l’interno del canale radicolare.
Perché la pulpite è molto dolorosa?
La polpa dentaria infiammata si espande all’interno del suo alloggiamento a
pareti rigide determinando la compressione delle fibre nervose di cui è
ricca. Il dolore che consegue è spesso improvviso, molto acuto, e si attiva
all’inizio per stimoli fisici che colpiscono il dente, ad esempio caldo e
freddo, o chimici, ma progredendo può insorgere spontaneo. Un carattere
tipico del dolore della pulpite è la sua resistenza ai comuni analgesici,
obbligando chi ne è colpito a cure d’urgenza.
Che ruolo hanno gli antidolorifici nel trattamento della pulpite?
Sono farmaci sintomatici, possono agire sulla sensazione di dolore, ma
spesso sono inefficaci.
Che ruolo hanno gli antibiotici nel trattamento della pulpite?
Non hanno alcuna efficacia e pertanto non vanno assunti né prescritti.
Esistono rimedi casalinghi efficaci nei confronti del dolore da pulpite?
Il fai da te funziona poco in caso di infiammazione della polpa e l'unico
rimedio efficace è recarsi urgentemente dal dentista che appronterà la
terapia d'urgenza. Alcuni "rimedi della
nonna" prevedono l'introduzione nella cavità provocata dalla carie
dentale di chiodi di garofano,
o mettere a contatto del dente interessato liquori secchi ad alta
percentuale di alcool nella speranza che si verifichi un effetto
anestetico.
Come si cura la pulpite?
La cura della pulpite si attua attraverso l’asportazione della polpa
infetta, il procedimento terapeutico prende il nome generico di terapia canalare o, più
specifico, devitalizazione. Assumere un farmaco antidolorifico può servire
solo per attenuare il mal di denti da pulpite, in attesa di recarsi dal
dentista. Spesso, nonostante gli antidolorifici, il dolore non si attenua e
obbliga a rivolgersi con urgenza al dentista.
Cosa accade se non si cura?
La pulpite non trattata, dopo una storia più o meno lunga di episodi di
dolore intenso, evolve in necrosi della polpa. Da cui possono insorgere
sequele locali a carico dei tessuti peri-radicolari.
Il contenuto necrotico, infetto, del canale radicolare va a contaminare la
zona circostante l’apice della radice dentale (periapice) determinando un
ascesso dentale acuto o, altrimenti, una condizione d’infiammazione cronica
(granuloma apicale). All'esame radiografico compare il segno caratteristico
dell'osteite apicale (infiammazione dell'osso circostante l'apice
radicolare), un'area di ridotta densità ossea (area di rarefazione periapicale), che sia il granuloma che l'ascesso determinano.
Come si forma l'ascesso? L'ascesso si forma quando un'area di un tessuto
s'infetta e l'organismo si attiva per combattere l'infezione. I leucociti
(le cellule che difendono l'organismo da alcuni tipi d'infezione) migrano
attraverso i vasi sanguigni nel luogo d'infezione e si accumulano nel
tessuto danneggiato. Nel corso del processo difensivo che caratterizza
l'ascesso si forma il "pus", che è un accumulo di fluidi, cellule del sangue
vive e morte, tessuti in disfacimento e batteri; oltre al materiale che ha
dato avvio al processo suppurativo.
L'ascesso dentario ha le caratteristiche generali di un qualunque ascesso,
differenziandosi solo per localizzazione e modalità di attivazione del
processo infettivo. E' un processo suppurativo che si sviluppa intorno al
dente.
Che differenza c'è tra ascesso e granuloma? Il granuloma è una masserella di tessuto di granulazione più o meno estesa, causata da uno stimolo infiammatorio cronico del periapice
radicolare, circondata da una capsula fibrosa.
Come cambia il dolore in caso di infiammazione peri-radicolare?
Il dolore perde il carattere lancinante, intermittente e diffuso tipico del
dolore pulpitico e diventa gravoso, continuo e localizzato. Non si accentua
in seguito a stimoli fisici o chimici, bensì per stimoli meccanici: a
seguito della pressione masticatoria sul dente interessato. A volte può
esserci remissione spontanea completa del dolore che maschera la presenza
dell’infezione.
Che ruolo hanno gli antibiotici nel trattamento dell'ascesso dentale?
L’assunzione di antibiotici in caso di ascesso dentale può circoscrivere
l’infiammazione, mai guarirla. La remissione o l’attenuazione dei sintomi è
solo temporanea, potendo ricomparire in qualsiasi momento. Assumere un
antibiotico, pertanto,
può
servire come terapia farmacologica d'urgenza, per attenuare il gonfiore e il
dolore nell'attesa di recarsi dal dentista.
Come si curano l'ascesso dentale e il granuloma?
La remissione definitiva dell’infiammazione del periapice richiede la cura
del dente (cura canalare o terapia endodontica).
Il granuloma può andare incontro a guarigione a seguito di un intervento canalare o un intervento chirurgico di apicectomia. L'apicectomia viene riservata ai casi in cui l'intervento endodontico non è praticabile. Il granuloma non può andare incontro a guarigione spontanea e neppure a seguito di terapia farmacologica.
CHE DIFFERENZA C'E' TRA TRATTAMENTO E RITRATTAMENTO DEI CANALI?
Il trattamento dei canali è la terapia che viene effettuata in caso di
infiammazione (la devitalizzazione è il trattamento dei canali effettuato su
un dente con polpa vitale infiammata - pulpite) o necrosi della polpa
dentale. L'obbiettivo è asportare la polpa infiammata o necrotica, detergere
sagomare e sigillare i canali radicolari. Il procedimento mira alla
conservazione nel tempo del dente senza che si verifichino sequele
infiammatorie dei tessuti che circondano l'apice radicolare, come un granuloma
o un ascesso. Il ritrattamento dei canali viene effettuato quando il primo
trattamento dei canali fallisce il risultato a lungo termine, cioè si
forma un ascesso o un granuloma. In questo caso si deve reintervenire togliendo il materiale di riempimento
dei canali radicolari, ridetergerli risagomarli e risigillarli.
PREVENZIONE DELLA PULPITE, DELLA NECROSI DELLA POLPA, DELL'ASCESSO, DEL
GRANULOMA - OVVERO PREVENZIONE DELLA CARIE DENTARIA
La prevenzione della pulpite, della necrosi della polpa, dell’ascesso
dentale e del granuloma si ottiene attraverso la prevenzione della carie
dentaria, e pertanto evitando la formazione e il ristagno della placca
batterica sui denti. Una corretta alimentazione e diligenti manovre d'igiene
orale possono prevenire la carie dentaria e, con essa, le sequele che
abbiamo descritto.
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