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PER MEDICI E ODONTOIATRI |
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Domanda Sono stata finalmente in visita presso un dentista che mi ha
consigliato di sottopormi ad un trattamento parodontale con interventi
chirurgici. Mi ha spiegato che in seguito alla chirurgia parodontale le
mie gengive si ritireranno, cosa che mi è stata confermata anche da altre
persone con cui ho parlato. È possibile che mi debba rassegnare a perdere
i miei denti oppure a vederli troppo lunghi dopo la cura? Vorrei sapere se esistono trattamenti che non danno questi inconvenienti
antiestetici, grazie.
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Risponde il
Dr. Marco Rossi Consulente OdontoClinic
contatti |
Innanzi tutto è bene chiarire il motivo per cui le gengive dopo un
trattamento parodontale possono andare incontro a retrazione. Durante le
fasi attive della parodontite cronica all’interno della gengiva si
accumulano grandi quantità di essudato, un liquido che l’organismo produce
in risposta agli stimoli infiammatori più intensi. Le gengive diventano così edematose,
il termine indica il gonfiore delle gengive che si produce in seguito
fuoriuscita dei liquidi dai vasi sanguigni, e tendono a
sanguinare, a volte anche copiosamente, assumendo quell’aspetto tipico del
quadro clinico delle parodontopatie. Sia il gonfiore che il sanguinamento
sono conseguenza del tentativo dell'organismo di combattere l'infezione
batterica con un aumento della circolazione sanguigna, per il cui tramite arrivano
nel luogo d'infezione le cellule in grado di combatterla o comunque di
contrastarla. In questa fase un intervento chirurgico comporterebbe
inevitabilmente una notevole contrazione dei tessuti molli gengivali con esposizione della
radice dei denti. Questa conseguenza preoccupa i pazienti, forse ancor più della “piorrea”, portandoli a volte a respingere l’idea del
trattamento. In realtà il problema può essere prevenuto molto
semplicemente, purché si tenga conto dei meccanismi
patologici che determinano l'infiammazione e di quelli della guarigione parodontale.
Prima di intraprendere la fase chirurgica della terapia, infatti,
bisognerebbe già aver risolto con la terapia causale l’infiammazione dei
tessuti: si dovrebbero adottare tutte le misure volte a ridurre il più
possibile la placca batterica; delegando all’atto chirurgico solo
l’eliminazione delle tasche più profonde e la correzione delle alterazioni
morfologiche della gengive e dell’osso che potrebbero portare ad una
recidiva. Questo atteggiamento fa sì che le gengive si
decongestionino prima di essere incise chirurgicamente per il
trattamento delle tasche parodontali residue, e quindi possano essere gestite
molto più facilmente, minimizzando il problema della retrazione
postchirurgica. È bene sapere poi che il parodontologo può attuare quelle tecniche di chirurgia mucogengivale che gli permettono di
ricoprire le radici esposte. Con interventi di riposizionamento gengivale o
di innesto egli può
restituire ai tessuti molli quell’architettura naturale,
piacevole a vedersi, che siamo
abituati a riconoscere in una bocca sana.

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Gengivite espulsiva |
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Prima
della scoperta della placca batterica come fattore innescante il
processo distruttivo dei tessuti che sostengono i denti
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Piorrea |
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E'
quasi sempre una gengivite trascurata all'origine delle gravi forme di piorrea
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Gravidanza e
parodontopatie |
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La
malattia parodontale in donne in gravidanza può costituire un serio
fattore di rischio per nascite premature e sottopeso.....>> |
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Test
microbiologico |
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Questo
esame fornisce al parodontologo le informazioni necessarie per stabilire
un piano di trattamento mirato al caso specifico
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Parodontite
cronica |
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La
parodontite cronica rappresenta sicuramente la forma più diffusa e
di più facile riscontro clinico nell'ambito delle parodontopatie.....>> |
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